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Basket, Pullen si racconta: "Che strano sfidare Napoli, quanti ricordi! Sulla Coppa Italia e l'addio..."

di Fabio Tarantino

Jacob Pullen, ex guardia del Napoli Basket oggi in forza al Banco di Sardegna Sassari, è intervenuto a Radio Crc. "Devo essere un professionista, anche se è un'emozione strana, visto che ho giocato qui per due anni. C'è stato un cambio totale della gestione societaria, ma sarei stato felice di rimanere un terzo e finire la carriera a Napoli".

"Non conferma? Fecero delle scelte, noi giocatori non abbiamo potere decisionale. Ma dopo un'annata in cui vincemmo la Coppa Italia ed eravamo ad una vittoria dai play-off, magari non tutti ma qualche giocatore poteva essere confermato".

Green? Non abbiamo fatto tanto per trovarci, abbiamo trovato subito intesa. Poi c'era il ritorno di Zubcic, Totè in fiducia e un Pangos in ripresa".

Coppa Italia? La coppa era una sorta di rivincita dopo un periodo dove non riuscivamo a vincere: abbiamo vinto con Brescia, con Reggio Emilia ai supplementari, io e tutta la squadra ci siamo detti che non eravamo i favoriti, ma che la Coppa era alla nostra portata".

Compagno più forte a Napoli? È una domanda difficile, se proprio devo scegliere dico Markel Brown, ma non disdegno gente come Sokolowski, Ennis, Owens".

Giocatore più forte mai affrontato? Bo McCallebb a Siena, face una prestazione da 26 punti giocando ad un ritmo altissimo, fu il mio benvenuto fra i professionisti quando giocavo con Biella. Altri giocatori straordinari sono stati Delaney e Mike James".

A chi do la palla per il tiro cruciale? Darei sempre la palla a me stesso: ho sbagliato tanti tiri, ma ne ho messi altrettanti (ride, ndr)".


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