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Pompea- Scavolini al Palabarbuto

di Marcello Martino
Nemmeno il tempo di ripensare alla partita persa in malo modo al BPA Palas e già oggi si torna in campo per il secondo atto di questi quarti di finale. Ogni gara dei play-off ha storia a se e i giocatori della Pompea ne sono consci: ieri mattina abbiamo incotrato Pablo Moldù, autore di una buona gara a Pesaro, e Alessandro Cittadini ed entrambi ci hanno confermato che la sconfitta di gara 1 non influirà sulle prossime partite. Camminando per la città con loro abbiamo potuto toccare con mano che sono molti i tifosi di basket a Napoli: alcuni chiedevano autografi mentre altri li incitavano a non mollare o chiedevano loro spiegazioni per la sconfitta di Pesaro. In effetti la Pompea Napoli può essere vista come una vera e propria favola sportiva: in soli due anni si è affermata tra le società di vertice per quanto riguarda il basket italiano e l'anno prossimo giocherà anche in ULEB Cup. Ma non sono tutte rose e fiori: la società è giovane e forse a volte si dimostra impreparata ala successo che sta avendo (leggi poca attenzione verso le necessità dei giornalisti) e non dispone di una struttura adeguata (Leggi Palazzetto dello sport - Mario Argento) alle ambizioni del suo presidente. Ciononostante il Basket Napoli è ormai un vero e proprio patrimonio della città di Napoli: necessiterebbe sicuramente più attenzione da parte delle Istituzioni. questa settimana si è chiuso il bando per la "Ristrutturazione" del Mario Argento: speriamo di sapere quanto prima quale ditta ha vinto il bando e quanto tempo occorrerà per poter rivedere il basket nel Palazzetto che ha ospitato campioni come Walter Berry, Lee Johnson e Alex English senza dimenticare le performance degli Harlem Globetrotters che deliziarono i napoletani nel 1975. (Nella foto, Walter Berry)
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