Da Zero a Dieci: Gomez esiliato, Dossena sorprende i Maya, i fischi INGENEROSI a Lavezzi e De Laurentiis gridò: "TESTA DI..."
Il Catania non fa il miracolo, l’Inter crolla ed il Napoli chiude al 5° posto il campionato. Inutile la vittoria di misura con il Siena. Per l’ultima volta in campionato. Da Zero a Dieci.
Zero ai fischi, da una buona fetta dello stadio, che accompagnano le giocate di Lavezzi. I grandi amori sono fatti di emozioni difficili da controllare. L’istino comanda in questi casi ma in questo caso sarebbe servita un po’ di razionalità. I ricordi non si possono cancellare con un colpo di spazzola. D’altronde il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce.
Uno come le reti in campionato di Andrea Dossena che sceglie l’ultima di campionato per cancellare lo zero dalla casella della marcature. Un bel sinistro per l’esterno che ha patito molto la rivalità con Zuniga ma che in questa gara smette le vesti di “caso” e veste quelle di bomber. Reti che diventano due al minuto 34’. ED I MAYA QUESTA L’AVEVANO PREVISTA?
Due a Gomez del Catania che ANNIENTA le speranze Champions del Napoli calciando a lato il rigore che avrebbe riacceso le speranze azzurre. Niente di personale Gomez ma… Meglio se non passi a Napoli nei prossimi giorni. ESILIO.
Tre i gli interpreti, dell’horror del 5’ che regala la rete dell’1-1. Il primo è Mattia Destro. Il secondo è Cannavaro ma Il vero protagonista è De Sanctis, il vero protagonista del cortometraggio intitolato “Come complicare una partita”. Ancora un errore di concetrazione per Morgan. Non è più una coincidenza.
Quattro ad un reparto difensivo che nell’arco della stagione è stato il vero tallone d’Achille di questo Napoli. Poco filtro del centrocampo ma sul taccuino dei ricordi stagionali sono troppe le reti generate da errori di comunicazione/concentrazione del reparto arretrato. Si parla tanto di attaccanti per il futuro ma il primo punto su cui lavorare riguarda proprio la difesa. RIFONDARE.
Cinque o meglio quinto come la posizione in classifica del Napoli. Guardare le rose di Udinese e Lazio e leggere la classifica che vede le squadre di Guidolin e Reja sopra al Napoli lascia una sensazione di stupore misto a rabbia.
Sei come le sconfitte in trasferta di questo campionato per gli azzurri: Chievo, Genoa, Lazio, Catania, Juventus e Bologna. Se si vuole fare una ricerca dei motivi per cui la Champions è stata persa si potrebbe anche partire da qui.
Sette al tunnel di Hugo Campagnaro che propizia la rete del 2-1. Dopo tanti tentativi in stagione al buon Hugo riesce il colpo ad effetto in memoria dei tempi andati. Grande giocata, grande determinazione.
Otto a chi ha la lucidità di riconoscere che se il Napoli è fuori dalla Champions non è comunque colpa del Catania o dell’Inter. E’ colpa di una squadra che dopo una grande rimonta a Bologna, avendo il proprio destino in mano, ha clamorosamente fallito. Per sfortuna o per demeriti poco conta. CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL…
Nove i punti in meno rispetto alla classifica finale dello scorso anno: 70 contro i 61 di questo campionato. Evidente come questa squadra abbia pagato l’impegno della Champions. Crescere dai proprio errori sarà un diktat da rispettare nella prossima sessione di mercato. Servono rinforzo. Serve qualità. Serve avere uomini sempre freschi. Gente che arriva a Napoli solo come comparsa (Donadel, Chavez, Fideleff, Santana etc) NON SERVE.
Dieci al presidente De Laurentiis che come sempre non riesce proprio a stare negli schemi. Nel primo tempo Lavezzi sbaglia una conclusione ed il patron vorrebbe gridargli di tutto. Parte con un TESTA DI… ma poi ha un lampo di lucidità e conclude con un POCHO. TESTA DI POCHO. By Aurelio. Più chiaro di così.