Napoli, è fuga dalla panchina
C’è chi parla di tradimenti, di litigi, di scarsa disponibilità nei confronti di squadra e tecnico, ma il mercato in uscita del club azzurro conferma un dato inequivocabile: a Napoli non si accetta di buon grado la panchina. Sono ben cinque i calciatori che hanno preferito cambiare aria per avere più spazio nonostante la qualificazione in Europa League. Cigarini, Datolo, Denis, Quagliarella e Rinaudo, ognuno con la propria storia in casa azzurra, le proprie ambizioni ma uniti in un coro unanime: caro Napoli, preferiamo giocare!
Questione di gestione o di obiettivi? – La reazione a catena che sta portando ad una vera fuga dalla panchina del Napoli può essere attribuita a una delle suddette motivazioni o, magari, ad entrambe. Nel primo caso, le responsabilità andrebbero a cadere tutte della gestione tecnica. I panchinari non sarebbero stati coinvolti al punto tale da accettare anche un ruolo di alternativa preferendo, così, altre destinazioni, più o meno blasonate, ma in grado di garantire più spazio o maggiore considerazione. C'è da dire, però, che uno dei punti forti del mister azzurro è sempre stato l'aspetto motivazionale.
Nella seconda ipotesi, sarebbero gli obbiettivi societari a dare pochi stimoli alle cosiddette alternative. E’ innegabile che il Napoli staziona da tempo a ridosso delle prime della classe o giù di lì. Agli azzurri sembra mancare sempre qualcosa per andare all’assalto del quarto posto che farebbe lievitare il fatturato della società, mandando altresì in delirio la tifoseria. Quel quarto posto che farebbe cambiare idea anche ai cosiddetti panchinari per tre ordini di motivi: sancirebbe il definitivo salto del Napoli tra le "grandi" del calcio italiano al punto da motivare anche l’ultimo delle riserve; ci sarebbe spazio per giocare nel torneo per club più importante del mondo; la Champions a Napoli sarebbe un’esperienza se non altro da provare per ogni professionista. L’entusiasmo che si potrebbe creare intorno alla squadra non è oggi facilmente definibile e soltanto questo dato basterebbe a stimolare chiunque.
Il cane che si morde la coda – Il Napoli è un club che sta crescendo a piccoli passi. Manca l’ultimo step, quello più difficile perché resta da colmare il gap con le “grandi” del calcio italiano. Per realizzare questo ulteriore passo occorre anche una panchina adeguata. Il club sta cercando di costruire un organico importante anche tra le seconde linee inserendo giocatori validi. Questi ultimi, però, non accettano di stare tra le riserve e preferiscono andar via innescando un meccanismo a catena che potrebbe portare anche altri professionisti a rifiutare il ruolo di alternativa a Napoli. E' un discorso di tempistica. Il club non ha definito quando raggiungere l'area Champions. Lo stesso patron ha più volte dichiarato: "Non vado di fretta, crescere guardando sempre al bilancio". I calciatori, però, hanno una carriera breve e non tutti possono e vogliono attendere il Napoli. E’ il cane che si morde la coda, un gioco dal quale, probabilmente, se ne può uscire soltanto raggiungendo il quarto posto con un organico di tale qualità da sopperire alla mancanza di quantità adeguata ad un obbiettivo del genere.