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Alvino attacca l'AIA: "Devastata e delegittimata, ma nessuno si dimette! Intervenga la Figc!"

di Pierpaolo Matrone

Carlo Alvino, giornalista, tramite i propri account social si è espresso così sul momento dell'AIA, chiedendo l'intervento della Figc: "L’AIA è devastata da uno dei momenti più bui della sua storia recente, dopo Calciopoli. Squalifiche, inchieste, autosospensioni, intercettazioni, accuse pesantissime e un sistema arbitrale che agli occhi dell’opinione pubblica appare ormai completamente delegittimato. Eppure nessuno si dimette. Nessuno sente il dovere morale di fare un passo indietro. Nessuno avverte il peso istituzionale di quanto sta accadendo. Anzi. Sembrerebbe che il Comitato Nazionale dell’AIA avrebbe deciso di restare pienamente operativo fino alle prossime elezioni, nonostante la decadenza del Presidente Zappi, elezioni che difficilmente si terranno entro il 30 giugno o il 1° luglio. Tradotto: saranno proprio questi dirigenti, espressione della “governance” di Zappi e Rocchi, travolta dalle polemiche, a effettuare le future nomine tecniche che finiranno inevitabilmente per vincolare il prossimo presidente AIA e il futuro Comitato Nazionale per i seguenti due anni. Una situazione che lascia senza parole. Perché qui non si parla più soltanto di opportunità politica o sportiva. Qui si parla di credibilità istituzionale.

Come è possibile lasciare ad una governance che fra tre mesi potrebbe non esistere più il compito di assumere decisioni così delicate e strategiche per il futuro dell’arbitraggio italiano? Come si può consentire a questi signori di decidere quali arbitri promuovere e quali arbitri dismettere? Come si può consentire a questo gruppo dirigente di effettuare nomine che vincoleranno il futuro dell’AIA, quando il loro stesso presidente è stato condannato per “indebite pressioni”?

Sono domande impegnative. Domande che oggi pretendono risposte serie, credibili e soprattutto dignitose. E poi c’è quella frase pronunciata da Michele Affinito, Componente del Comitato Nazionale, che pesa come un macigno. Prima: “È l’ultimo Comitato Nazionale di cui faremo parte”. Poi, subito dopo: “Ci vedremo presto”. Ed è qui che emerge tutta la sensazione di una spasmodica ricerca del potere. Perché mentre il sistema arbitrale italiano crolla sotto il peso di scandali e sospetti, mentre la credibilità dell’AIA viene travolta giorno dopo giorno, l’unica preoccupazione sembra essere quella di restare dentro il sistema, continuare a gestire equilibri, mantenere posizioni, decidere ancora e promettere di ritornare. In qualsiasi altro contesto ci sarebbero state dimissioni immediate, azzeramento totale, senso delle istituzioni. Qui invece si resta aggrappati alle poltrone e si pensa addirittura alle nomine future. E allora forse il commissariamento non è più soltanto un’ipotesi. Forse è diventato l’unico modo per restituire un minimo di credibilità ad un sistema che, oggi, sembra aver completamente smarrito il senso del limite. La FIGC intervenga subito!".


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