Alvino denuncia: "Grande differenza per le designazioni di Napoli e Inter, Rocchi spieghi!"
Lungo post social da parte del giornalista Carlo Alvino che ha parlato della questione arbitri con un'ampia analisi: "Continua il mio approfondimento improntato a disvelare le storture nella gestione di Rocchi, in tema di designazioni arbitrali. C’è un dato che merita di essere guardato senza paraocchi: Maurizio Mariani, arbitro di profilo internazionale e reduce dalla direzione della finale del Mondiale Under 20 FIFA 2025 insieme agli assistenti Daniele Bindoni e Alberto Tegoni, dopo Napoli-Inter del 25 ottobre 2025 è uscito dall’orbita nerazzurra. Su quella partita, il giorno successivo, la lettura dei vertici arbitrali riportata dalla stampa specializzata fu netta: il rigore assegnato al Napoli non andava dato, con una responsabilità attribuita a Mariani e, ancor più, all’assistente Daniele Bindoni.
Da lì nasce l’anomalia. Perché Maurizio Mariani, dopo l’errore riconosciuto in Napoli-Inter del 25 ottobre 2025, è rimasto fermo per oltre trenta giorni prima di tornare in campo. Ma, pur rientrando nelle designazioni, non ha più incrociato l’Inter. Ed è proprio questo il punto: l’esclusione dall’orbita nerazzurra. Lo stesso vale, nella sostanza, per Daniele Bindoni.
E non è un caso isolato. Perché un andamento simile si era già visto con Michael Fabbri. Dopo Inter-Roma del 27 aprile 2025, partita segnata da polemiche pesantissime e da un errore che secondo molti aveva danneggiato i nerazzurri e il suo ritorno in una gara dell’Inter si è materializzato soltanto dopo 26 giornate del campionato successivo nel match tra Inter e Genoa. Tradotto: un lunghissimo raffreddamento, ben oltre la normale fisiologia della rotazione.
Ed è qui che entra in gioco il raffronto col Napoli, che rende il quadro ancora più spigoloso. Perché sul fronte azzurro la stessa cautela non si vede. Arbitri, assistenti e VAR più volte contestati nel dibattito arbitrale attorno al Napoli hanno continuato a ruotare con una certa regolarità intorno agli azzurri. Nomi come Mariani, Mazzoleni, Doveri, Chiffi, Colombo, Marini, Di Paolo, Gariglio e altri ancora sono rimasti, nel tempo, dentro il perimetro delle designazioni che riguardano il Napoli, pur dopo polemiche, contestazioni ed errori ampiamente discussi.
La domanda allora è semplice: perché per l’Inter sembra scattare una soglia di protezione più alta? Perché dopo un errore riconosciuto su una gara dei nerazzurri si determina una lunga sterilizzazione dell’incrocio, mentre sul versante Napoli arbitri, assistenti e VAR discussi tornano a gravitare intorno agli azzurri senza particolari remore? Questa è la stortura che Rocchi dovrebbe spiegare.
Ma c’è di più. Perché il confronto più clamoroso riguarda Federico La Penna. Dopo il grave errore sul secondo giallo a Kalulu in Inter-Juventus, è stato riconosciuto pubblicamente che la decisione fosse sbagliata. Eppure La Penna è tornato subito ad arbitrare in Serie B, dopo una settimana di stop, e nell’ultimo weekend è stato nuovamente designato nella stessa categoria. Nessun congelamento serio, nessuna lunga sosta, nessun trattamento paragonabile a quello che invece è stato percepito nel caso Mariani (fermo per oltre 30 giorni e non designato nemmeno in .
Ed è questo il cuore degli interrogativi: Mariani fermo e lontano dall’Inter, La Penna no. Perché? Se l’errore arbitrale deve produrre conseguenze, allora servono criteri chiari, coerenti e uguali per tutti. Perché restare fermi non è un dettaglio simbolico: significa anche perdere designazioni e, con esse, compensi. Questa disparità, perciò, non dovrebbe indignare soltanto tifosi e osservatori, ma gli stessi arbitri. Qui non si discute il diritto del designatore di gestire uomini e turnazioni; qui si contesta l’assenza di trasparenza sui criteri effettivi con cui quelle scelte vengono prese.
Rocchi deve chiarire. Deve spiegare se esiste una prassi interna che, dopo errori pesanti, impone di evitare nuovi incroci con il club coinvolto. Deve dire se questa cautela valga per tutti oppure se, nei fatti, alcune società godano di una protezione più accentuata di altre. Perché osservando i casi Mariani-Bindoni, il precedente Fabbri e il trattamento riservato a La Penna, la sensazione che resta è una sola: nella gestione delle designazioni arbitrali non tutti i casi vengono trattati allo stesso modo. E finché non arriveranno spiegazioni lineari, il dubbio continuerà a crescere.
Vogliamo trasparenza, subito!".