Minuto 72', 5 anni in un istante: quanti sapori in quelle lacrime del Pocho
Fonte: Arturo Minervini
Non è stato un momento come gli altri. Quando il tabellone luminoso del 4° uomo ha richiamato Ezequiel Lavezzi in panchina per fare entrare Goran Pandev il tempo si è fermato. In un lungo, interminabile, flash-back. La mente è andata veloce ai 5 anni passati insieme. Alle gioie, alle sofferenza, ai sorrisi.
IL “MIGLIO” VERDE DEL POCHO – Non sarà stato un miglio ma sembrava non finire mai. La strada verso la panchina, l’espressione che si contrae, gli abbracci con Zuniga ed Hamsik. Quante sensazione hanno invaso la mente del pocho e dei tifosi durante quel percorso. Quanti pensieri su una decisione, magari già presa, in ogni caso dolorosa.
SE ADDIO SARA'... – Dopo i fischi con il Siena Lavezzi ed i tifosi hanno saputo riappacificarsi. Una prestazione di cuore ed la zampata decisiva per procurare il rigore trasformato di Cavani hanno seppellito per una notte polemiche e rancori. IL futuro di Lavezzi pare lontano da Napoli. Questione di motivazioni o di soldi o di scelta di vita. Fate voi. Conta poco. Il passato non può essere cancellato come una macchia dalla giacca buona. Il passato resta. Così come i ricordi. Quelli belli e quelli brutti. Quelli di una faccia da scugnizzo pronto a lottare per la maglia che ha indossato con orgoglio e fierezza. Questo resta. E resterà…
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