.

Conte evita la squalifica dopo l'insulto all'arbitro Manganiello: patteggiamento da 6.000 euro

di Daniele Rodia

Conte-Manganiello, caso chiuso: niente squalifica per il tecnico del Napoli

Il rischio era concreto e pesante. In base all'articolo 36 del Codice di Giustizia Sportiva, Antonio Conte avrebbe potuto essere fermato per un minimo di quattro giornate, la pena base prevista per condotta ingiuriosa nei confronti di un ufficiale di gara. L'episodio, avvenuto durante Napoli-Como di Coppa Italia, aveva fatto scattare immediatamente l'attenzione della Procura Federale della FIGC, che ha avviato le indagini di rito per fare piena luce sull'accaduto. 

Interrogatorio a Castel Volturno: Conte ascoltato dagli ispettori FIGC in gran segreto

A pochi giorni dall'episodio, una delegazione della Procura Federale guidata dall'avvocato Giorgio Ricciardi, Sostituto Procuratore di lungo corso, si è recata a Castel Volturno per ascoltare il tecnico. Conte è comparso assistito dall'avvocato Mattia Grassani di Bologna, legale storico del club azzurro. Il tecnico ha motivato la propria reazione con la tensione del momento, l'importanza della posta in palio e quello che ha definito un grave errore arbitrale, determinante ai fini del risultato. Tutte le dichiarazioni sono state attentamente verbalizzate dagli ispettori federali. Lo riporta il Corriere dello Sport.

Patteggiamento Conte FIGC: 6.000 euro in beneficenza per la cura dei malati di tumore

Sulla base dell'articolo 126 del Codice di Giustizia Sportiva, sussistevano i presupposti per trasformare la squalifica in sanzione pecuniaria. Grazie alla collaborazione prestata dall'indagato e al rito prescelto, Procura e difesa hanno raggiunto un accordo: la squalifica viene commutata integralmente in un'ammenda da 6.000 euro. Conte ha inoltre accettato di devolvere l'intera somma a una nota associazione nazionale che si occupa di assistenza domiciliare per malati di tumore, chiudendo così definitivamente la vicenda senza conseguenze sul campo.


Altre notizie
PUBBLICITÀ