Dalla Puerta de Alcalá alla pizzeria da Michele: la disarmante semplicità di Ancelotti
(di Mirko Calemme) - “A Napoli mi sento come se fossi sempre in vacanza”. Il concetto che Carlo Ancelotti ha ripetuto più volte, da quando ha conosciuto Partenope, poteva sembrare ai più una ruffianata, una delle frasi che i nuovi arrivati regalano alla piazza per tenerla a bada, per farsi voler bene. Ma a uno come Carletto non servono certi escamotage: la gioia di vivere la sua nuova avventura traspare in ogni dichiarazione, in ogni gesto.
D’altronde, la scelta (in totale controtendenza coi suoi predecessori) di vivere a via Tasso, con lo splendido panorama del Golfo a coccolarlo ogni mattina, fu una chiarissima dichiarazione d’intenti: Ancelotti ha scelto Napoli, non solo il Napoli. Conosceva la città, ma ora la apprezza ogni giorno di più e non lo nasconde.
Non bisogna sorprendersi, quindi, se il mister compare improvvisamente nel cuore del centro storico, gustandosi una pizza e una birra come il più squattrinato dei backpackers. Ancelotti apprezza il bello e sa che, specialmente a Napoli, la bellezza se non è gratis, costa pochissimo. Come la deliziosa Margherita doppia mozzarella (tutt’altro che ‘croccantissima’: De Laurentiis lo perdonerà) gustata ieri sera da Michele.
Il tecnico azzurro, nelle sue avventure in giro per l’Europa, ha sempre optato per respirare l’aria delle città in cui viveva, non isolandosi come tanti suoi colleghi preferiscono fare. A Madrid, per esempio, ricordano ancora lo spettacolare appartamento da 450 metri quadri scelto insieme alla sua signora Mariann Barrena, che affacciava sulla Puerta de Alcalà, nell’irresistibile cuore della capitale iberica. Ma, come lui stesso affermò, “per capire quant’è bella Napoli devi prima vivere a Londra, Parigi, Madrid e Monaco”.
Ancelotti ha sposato Partenope senza remore: dai campi di Castel Volturno al lusso delle terrazze di Posillipo, fino ai bicchieri di plastica delle pizzerie del centro. Lui, il più vincente di tutti, stende chiunque con la sua semplicità, col saper vivere di chi ha visto il mondo, se ne è impregnato e sa apprezzare le piccole gioie che ogni luogo può regalarti. Come quelle che Napoli dona al suo palato, quando si concede qualche sfizio. Perchè, in fondo, “non è il salame a fare male, ma il coltello”.