Hamsik, a Napoli il meglio deve ancora venire
La trattativa segreta - In questi giorni si fa un gran parlare di una possibile trattativa segreta tra il Milan e il Napoli per portare Hamsik sotto la Madonnina. Ufficialmente De Laurentiis dichiara “incedibile” lo slovacco, così come gli altri due tenori, aggiungendo però che “in caso di un’offerta importante nulla si può escludere”. Il finale sibillino del presidente è una fabbrica di sogni per i probabili acquirenti, Milan in primis. Il tecnico rossonero Allegri parla di “sogno”, non nascondendo la sua ammirazione per il giovane top player di Banská Bystrica. Sulle ali delle suggestioni, del detto e non detto, di presunti movimenti invisibili nascono e decollano rumors mediatici, voci di corridoio che scaldano questa fase di mercato ancora povera di emozioni. “Si pensa prima a risolvere le comproprietà”, “il mercato termina ad agosto”, “sono pochi i club capaci di spendere certe somme”, ecco un piccolo campionario di frasi di circostanza miste ad amare verità. E’ di ieri la notizia che Mino Raiola, nuovo co-rappresentante degli interessi di Hamsik e gestore di “traslochi” di calciatori più che dei loro contratti, si sarebbe incontrato con Bigon, direttore sportivo azzurro. I due sarebbero stati visti insieme prima in una stradina laterale adiacente all’Atahotel Executive e poi addirittura ritirati a discutere in un garage sotterraneo. Ufficialmente di De Jong e Jonathas. Ma la trattativa aleggia, come uno spirito, soffice ma dalle conseguenze pesanti, e sembra che anche i protagonisti ci tengano a farla rimanere tale, per non precludersi la possibilità di giocare le proprie carte nel momento opportuno. Il giocatore dal canto suo è in vacanza e, a parte qualche dichiarazione d’amore non molto decisa e perentoria verso la città, non si è ancora espresso in maniera decisa circa il suo prossimo futuro.
Hamsik e il Napoli - Almeno non come fece in una sera d’estate di 5 anni fa, era il 28 giugno del 2007 quando, dopo una trattativa lunga e articolata, Napoli e Brescia, società scouting del nazionale slovacco, trovarono l’accordo per portare all’ombra del Vesuvio il neanche ventenne Marek. In quella circostanza il centrocampista slovacco si dichiarò subito curiosamente “napoletano” nella sua spavalda determinazione. “Non ho sofferto la pressione del San Paolo da avversario, figuriamoci da padrone di casa", fu il commento deciso del calciatore in partenza per la Giamaica. Lo attendeva un’estate da sballo, gustoso antipasto di 4 annate scoppiettanti e piene di bollicine; almeno 41, quanti sono stati finora i goal firmati dallo slovacco in maglia azzurra. Il talento del centrocampista, ex Slovan Bratislava, è apparso subito lucente e di livello internazionale, nonostante le sue lunghe pause puntualmente perdonate dai tifosi in cambio di goal e assist “pesanti”. Dopo neanche due mesi dal suo sbarco, Marek prende di petto il San Paolo realizzando contro la Sampdoria uno dei suoi più bei goal in azzurro, dopo un “dai e vai” griffato e impreziosito dalla spalla di Lavezzi. La presenza di Marek in campo è spesso sotto traccia, proprio come ora appaiono, pardon, non appaiono le trattative che lo vorrebbero molto stuzzicato dall’idea di tuffarsi nella Milano da bere. Sul rettangolo verde sembra quasi si defili, a tratti “usa” gli avversari come ombrelli sotto i quali nascondersi, il pitch verde come tuta mimetica per confondersi
Marek fuori e dentro il campo - Timido fuori, timido in campo, non caccia i dentoni per difendersi neanche di fronte alle intenzioni spiritate di Ringhio Gattuso durante un Milan-Napoli. Ma questo suo “non esserci” non è casuale, è scientifico, sa di furbo scugnizzo, è il modo migliore per partire a fari spenti, senza destare sospetti, per poi illuminare di colpo la porta e accecare gli ultimi baluardi. Hamsik non è per poi tornare ad essere d’improvviso e cerca di fare lo stesso nella sua vita privata. Sembra un ragazzino qualunque, ed in questo la sua figura esile lo aiuta, quando si appresta ad entrare in un banalissimo cinema in compagnia della sua semplice compagna e di un sacchetto di pop corn che “crepita” adolescenza. Ma la fama è una cosa molto più difficile da mimetizzare rispetto alla presenza in campo. Specialmente in una città come Napoli che vive e soffre di calcio. E così, ogni volta, parte la caccia, costante e imbizzarrita, a foto e autografi griffati 17.
Tra passato e futuro - Nella primavera del 2009, mentre il Napoli è in discesa verticale sul campo e negli equilibri di spogliatoio, Marek sembra già ‘venduto’ perché la sua abulicità in campo pare ormai cronicizzata. Ma non sarà così, Marekiaro sarà ancora l’immagine di Napoli, cartolina stampata sull’abbonamento o in movimento mentre corre determinato sul lungomare della città in uno spot per una nota marca d’abbigliamento. E’ancora sponsor europeo del Napoli, la cui N, al pari della sua cresta, si è ingrandita a tal punto da risultare incontenibile nella stretta cilindrica dell’Europa League. Così arriva precoce ma desiderata la qualificazione Champions, vetrina di lusso nell’Europa dei grandi dove potrebbe essere ancora più entusiasmante specchiarsi a scolpire di gel il ciuffo scugnizzo, specialmente dopo un gran goal al San Paolo. Vero Marek?