L'Angolo Sarrista - La prima da titolare di Mario Rui: come cambia il Napoli senza Ghoulam
Per domare questo Chievo interamente rintanato nella propria trequarti sarebbero serviti un Napoli fresco e brillante, una circolazione di palla rapida e fluida, quel ritmo forsennato che permette agli azzurri di venire a capo anche delle partite più complicate. Le fatiche di Coppa però hanno pesato su testa e gambe impedendo ai partenopei di sbloccare uno 0 a 0 che ha annullato di fatto quel cospicuo vantaggio sulle inseguitrici accumulato in virtù del doppio successo a domicilio sulle romane. Un risultato più che giusto, il Napoli ha surclassato i padroni di casa sul piano del gioco (866 contro 313 i passaggi, 73% di possesso palla) ma si è rivelato meno incisivo negli ultimi 30-35 metri, complice una minor precisione nei passaggi di alcuni uomini chiave come Jorginho, Koulibaly e Insigne. Solo 5 le occasioni da gol create (il Napoli è abituato ad andare sempre in doppia cifra), di cui solo una nitida e corale (il diagonale di poco a lato di Callejon), insomma l’unico modo per abbattere il muro scaligero poteva essere il guizzo di un singolo: un lampo di Mertens, un tiro a giro di Insigne, un siluro di Zielinski, ma non è arrivato.
Concentriamoci ora sulla prova di Mario Rui, finito ampiamente sotto i riflettori a seguito dello sfortunato infortunio di Ghoulam.
#ChievoNapoli #LAngoloSarrista A confronto le passmaps di #MarioRui e #Ghoulam pic.twitter.com/T5tRkEAUUv
— Jacopo Ottenga (@JacopoOttenga) 6 novembre 2017
Abbiamo messo a confronto le passmaps dei due calciatori: a sinistra i 74 passaggi di Mario Rui ieri al Bentegodi (con un 92% di precisione), a destra i 74 passaggi effettuati da Ghoulam contro il Sassuolo, l’ultima gara giocata interamente dall’algerino (con un anomalo 80% di precisione). Le due mappe sono abbastanza simili ma possiamo notare due differenze sostanziali: la maggiore percentuale di passaggi del portoghese all’interno della propria metà campo e la sua minore profondità di gioco.
Partiamo dalla prima, che sfocia in un più ampio discorso di posizione. Mario Rui è apparso un po’ bloccato sulla linea di metà campo, insicuro, incerto se, quando e quanto spingersi in avanti, dimostrando una condizione fisica non ottimale e uno scarso sincronismo con i compagni dati i pochissimi minuti accumulati finora. Prendiamo ad esempio una tipica azione sviluppata sulla sinistra con Ghoulam per chiarire ed approfondire questo aspetto.
#ChievoNapoli #LAngoloSarrista Il Napoli con #Ghoulam e il Napoli con #MarioRui pic.twitter.com/AFRoM14aiH
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A sinistra possiamo osservare come l’algerino, costituendo spesso e volentieri il vertice alto del triangolo mancino, riesca a garantire maggiore ampiezza alla squadra. A destra invece Mario Rui è piuttosto basso, gioca in mezzo al campo (occupa la posizione che in fase di costruzione solitamente appartiene a Koulibaly) e induce i compagni a muoversi di conseguenza. Insigne si allarga (ora è lui il vertice alto. Non a caso ieri si è abbassato e accentrato meno del solito, anche per questo è stato meno preciso: aveva meno passaggi in sicurezza), Jorginho tarda ad avvicinarsi per non portare i suoi marcatori su Hamsik, inoltre è Mertens ad andare verso Insigne e non il contrario.
Un Napoli insomma più statico e prevedibile, privato di quegli automatismi che gli permettevano di trovare sempre e comunque un varco per sfondare sulla catena mancina. Possiamo dunque dire addio a quelle illusionistiche triangolazioni che hanno fatto innamorare Guardiola? No, vediamo perché. Mario Rui a fine gara, sollecitato dai giornalisti su un confronto con Ghoulam, ha dichiarato: “Posso provare a somigliargli in certi aspetti, ma essenzialmente devo pensare a giocare come so”. A mio avviso questo discorso tattico fa parte proprio di questi aspetti in cui il portoghese potrà provare ad imitarlo, anche perché la posizione e l’incidenza offensiva di Ghoulam, più che merito di una naturale inclinazione dell’algerino, sono essenzialmente frutto del lavoro di mister Sarri. Lo confermano proprio l’ingresso di Maggio e il conseguente spostamento di Hysaj a sinistra.
#ChievoNapoli #LAngoloSarrista Il Napoli con #Hysaj a sinistra pic.twitter.com/Dabime6VOO
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L’albanese infatti si è attestato su una posizione molto più avanzata del portoghese per dare ampiezza alla manovra e mantenere la squadra più compatta offensivamente e vicina all’area di rigore avversaria. La sua passmap inoltre dimostra come anche sulla destra i terzini siano portati a ricevere e giocare il pallone essenzialmente nella metà campo avversaria, altro segno di come si tratti di uno specifico dettame Sarriano. Tuttavia Hysaj, essendo prevalentemente destro e in generale meno dotato tecnicamente, non ha quell’abilità per dialogare in spazi stretti ed uscirne in modo fluido, ecco perché Mario Rui, giocatore brevilineo che nei 65’ minuti giocati ieri ha dimostrato di avere una buona tecnica di base, ritrovato il ritmo partita e interiorizzati i movimenti di questo Napoli, potrà ricostituire almeno parzialmente una catena mancina solida ed efficace.
Discorso diverso invece per la seconda differenza che abbiamo inizialmente constatato. Il portoghese non possiede la stessa capacità di Ghoulam nell’attaccare la profondità (anche questa frutto di un ciclo che dura da quasi 3 anni) fino a diventare una sorta di attaccante aggiunto e penetrare in area.
#ChievoNapoli #LAngoloSarrista #MarioRui dimostra di non avere la stessa capacità di attaccare la profondità di #Ghoulam pic.twitter.com/79xkDeKtDQ
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In questo frangente Mertens si muove tra le linee, Insigne prende il suo posto seguito da Cacciatore, Mario Rui a sinistra ha un’autostrada davanti a sé ma parte con ritardo, Jorginho lo vede e lo serve, ma nel frattempo il Chievo si è già riposizionato e al portoghese non resta altro che tentare un innocuo cross dal fondo. Più che un discorso tattico, è evidente come i due terzini abbiano caratteristiche differenti. Il portoghese ha una struttura fisica completamente diversa: ha meno centimetri (ieri dei 5 duelli aerei fatti con Depaoli ne ha vinto solo uno), è dotato di un altro tipo di corsa, di un'altra massa muscolare. Nelle prossime gare sicuramente vedremo un portoghese sempre più avanzato ed inserito sulla sinistra, ma difficilmente lo vedremo lanciarsi nello spazio con decisione come in occasione del gol di Ghoulam contro la Spal.