.

Top10 Gare 2025 - Dal 4° scudetto al fotofinish alla Supercoppa: il Napoli di Conte fa double!

di Antonio Noto

E’ l’annata del double! Il 23 maggio il Napoli conquista il quarto scudetto e chiude in bellezza l’anno alzando anche la Supercoppa italiana il 22 dicembre. Il 2025 va in archivio e sono diverse le partite di quest'anno solare, che tornano alla mente. Abbiamo voluto scegliere le 10 gare più belle, emozionanti ed importanti di quest'annata.

10) NAPOLI-SPORTING 2-1 (1° ottobre). L’esordio stagionale al Maradona, in Europa, s’inserisce in un momento cruciale della stagione degli azzurri, chiamati a dare risposte soprattutto sul piano mentale dopo un avvio di Champions altalenante e una Serie A vissuta tra alti e bassi. La sfida contro i portoghesi rappresentava un vero e proprio bivio europeo, con il peso delle aspettative e la necessità di ritrovare fiducia davanti al pubblico del Maradona. La vittoria, arrivata con sofferenza e maturità, dà segnali importanti sulla crescita del gruppo di Conte, ancora alle prese con rotazioni forzate e qualche assenza pesante. Più che il risultato in sé, a contare è il messaggio lanciato: il Napoli è vivo, competitivo e pronto a restare agganciato al treno europeo. Un successo che rafforza classifica e autostima, confermando come ottobre potesse diventare un mese chiave per indirizzare l’intera stagione. Prima doppietta in azzurro per Hojlund, innescato da due magici assist di De Bruyne, e primi tre punti conquistati per il Napoli nella League Phase di Champions.

9) ROMA-NAPOLI 0-1 (30 novembre). E’ una vittoria che pesa molto più dei tre punti conquistati. Arrivata in una fase della stagione già segnata da impegni ravvicinati, infortuni e pressione crescente sulla classifica. Rappresenta una vera prova di maturità per la squadra di Conte. Vincere all’Olimpico, contro una Roma in piena corsa per lo scudetto, significa mandare un segnale forte al campionato. Il successo consolida la posizione del Napoli nelle zone alte della classifica e rafforza la convinzione di poter competere fino in fondo, anche nei momenti di emergenza. Più che la prestazione brillante, è emersa la solidità mentale di una squadra capace di soffrire, gestire e colpire al momento giusto. Un risultato che dà continuità al percorso intrapreso col nuovo modulo e conferma come, il Napoli avesse trovato identità e carattere. Decisivo David Neres, per il brasiliano freddezza e precisione dopo una volata in una micidiale ripartenza in coppia con Hojlund.  

8) NAPOLI-ATALANTA 3-1 (22 novembre). E’ una vittoria che segna uno snodo importante della stagione azzurra. Arrivata subito dopo la sosta per le nazionali e dopo il momento più nero dell’era Conte: pesante ko a Bologna e le conseguenti dure parole del tecnico in conferenza stampa. La gara del Maradona rappresenta una svolta per il Napoli di Conte. L’allenatore azzurro con scelte forti e coraggiose dà un’inversione di rotta alla stagione: cambio di sistema di gioco con Neres e Noa Lang titolari dietro a Hojlund nel 3-4-2-1. Il successo certifica la crescita della squadra, sia sul piano fisico che mentale, in un momento in cui iniziavano ad accumularsi pressioni e aspettative legate alla classifica. Battere l’Atalanta del nuovo corso Palladino con autorità dà ulteriore credibilità al progetto tecnico, facendo ritrovare l’entusiasmo dell’ambiente. Una doppietta di Super Neres e la prima rete in azzurro di Lang chiudono la pratica Atalanta già nel primo tempo.

7) NAPOLI-INTER 3-1 (25 ottobre). Tra le vittorie simbolo della stagione azzurra nel bene e nel male. Infatti è la sera del grave infortunio di Kevin De Bruyne, che trasformando il rigore del vantaggio azzurro si procura uno strappo muscolare. Vittoria arrivata contro la principale rivale per il vertice, la sfida del Maradona rappresenta una vera prova di forza per il Napoli di Conte, chiamato a confermare ambizioni e solidità contro una squadra costruita per vincere tutto. Il successo ha un peso specifico enorme più per il messaggio lanciato che per i tre punti in sé: personalità, intensità e gestione dei momenti decisivi hanno mostrato una squadra ormai matura. Battere l’Inter consolida la fiducia del gruppo e dell’ambiente, raggiungendo la vetta della classifica e rafforzando la convinzione di poter competere fino in fondo su tutti i fronti. Oltre al rigore di KDB, la perla di McTominay e l’azione insistita di Anguissa fanno volare gli azzurri al primo posto.

6) NAPOLI-JUVENTUS 2-1 (25 gennaio). E’ una vittoria che va ben oltre il risultato. Arriva in una fase delicatissima della stagione, con il Napoli di Conte alle prese con emergenze, infortuni e un calendario fitto, ma ancora pienamente in corsa per lo scudetto. Battere la Juventus, ancora imbattuta in stagione e avversaria storica, ha un valore simbolico enorme per l’ambiente e per il gruppo. Il successo del Maradona certifica la solidità mentale della squadra, capace di reagire alle difficoltà e di restare compatta nei momenti chiave. Tre punti pesantissimi che hanno rilanciato entusiasmo e fiducia, confermando la crescita del Napoli nel cuore dell’inverno e rafforzando la consapevolezza di poter reggere la pressione nella volata finale della stagione. Uno stacco imperioso di testa di Anguissa e un rigore trasformato da Lukaku ribaltano i bianconeri, andati in vantaggio con Kolo Muani.

5) ATALANTA-NAPOLI 2-3 (18 gennaio). E’ una vittoria pesantissima, arrivata in uno dei momenti più complessi della stagione azzurra. La squadra di Conte si presenta a Bergamo in piena emergenza, con rotazioni ridotte e tante energie già spese, ma riesce comunque a imporsi su un campo storicamente ostico e contro un’avversaria diretta per il titolo. Il successo del Gewiss Stadium rappresenta una svolta emotiva e psicologica dopo il 3-0 subito all’andata in casa dagli azzurri. Il Napoli dimostra di saper soffrire, reagire e colpire nei momenti decisivi, mandando un segnale forte al campionato. Tre punti che consolidano la candidatura al vertice e rafforzano la convinzione di poter lottare fino in fondo, lo scudetto non è più solo un sogno. Il match è un’altalena di emozioni: il Napoli ribalta l’iniziale svantaggio grazie ad un gran gol di Politano, che spezza un lungo digiuno, e del cecchino McTominay. L’Atalanta riprende la gara con Lookman, ma ci pensa Lukaku con una splendida girata di testa a far impazzire di gioia i tifosi azzurri aizzati nel finale da Conte. La squadra sarà accolta da un bagno di folla a Capodichino, a testimonianza del valore della vittoria.

4) PARMA-NAPOLI 0-0 (18 maggio). E’ una sera da infarto per il popolo azzurro, tappa emblematica del finale di stagione azzurro che porterà ad una sola vittoria dallo scudetto. E’ una gara ad altissima tensione, complice il turno giocato in contemporanea con la rivale Inter, staccata dagli azzurri di un solo punto. La squadra di Conte si presenta al Tardini da capolista con l’obbligo di vincere per restare in vetta, ma con energie mentali e fisiche ormai ridotte al minimo. Il pareggio senza reti racconta una partita più bloccata che spettacolare, figlia del peso della classifica, delle pressioni del momento e di Inter-Lazio che si gioca a San Siro. Il Napoli non trova la rete vittoria, con un orecchio all’altro campo vive un’incredibile girandola di emozioni: dalla doppietta di Pedro a Milano che riprende due volte l’Inter, al rigore tolto a Neres, al gol annullato ad Arnautovic per fuorigioco al 96’. Finisce con Conte che litigando con la panchina del Parma si fa cacciare e salterà l’ultima di campionato, ma che poi al triplice fischio torna in campo per esultare sotto al Settore Ospiti con tutta la squadra. Gli azzurri sono consapevoli che lo scudetto è lì, “Adesso andiamocelo a prendere!”: è il comando di Conte a suoi prodi.

3) NAPOLI-INTER 1-1 (1°marzo). Minuto 87, il nuovo acquisto Billing s’inserisce in area, riceve da Lobokta e tira di sinistro, Martinez devia, il centrocampista azzurro ribatte di destro la respinta in rete e il Maradona esplode di gioia. Il Napoli resta incollato alla capolista e mette un mattone pesantissimo per la conquista dello scudetto. A Fuorigrotta va in scena una sfida da dentro o fuori per la squadra di Conte, l’imperativo era non perdere per non lasciare scappare via l’Inter. E con una ripresa eccezionale la missione si compie. Il primo tempo riflette l’equilibrio del momento, ma una punizione di Dimarco porta avanti i nerazzurri. Il Napoli di Conte non si scompone, dimostra solidità, personalità, maturità e con un cambio di marcia nel secondo tempo mette alle corde la squadra di Simone Inzaghi. Un assedio continuo, che vede i nerazzurri relegati nella propria metà campo soccombere a tre minuti dalla fine. Billing diventa da oggetto misterioso ad uno degli uomini copertina del trionfo azzurro, senza quel gol non ci sarebbe mai stato il quarto scudetto.

2) NAPOLI-BOLOGNA 2-0 (22 dicembre). Il Napoli conquista il secondo trofeo di questo incredibile anno solare. Capitan Di Lorenzo alza al cielo la quarta coppa ed eguaglia i successi italiani ottenuti da Diego Armando Maradona. A ridosso della sosta natalizia, dopo aver conquistato meritatamente la finale Napoli e Bologna si affrontano a Riyad per il primo titolo da assegnare nella stagione 2025/26. La squadra di Conte gioca una gara perfetta vendicando il ko subito un mese prima in campionato con una dimostrazione di forza e supremazia tecnico-tattica incredibile. La squadra di Italiano viene annichilita, il risultato di 2-0 non rispecchia il netto dominio azzurro. E’ un prelibato tiro a giro di Davi Neres ad aprire le danze a fine primo tempo. Lo stesso attaccante brasiliano firma ad inizio ripresa la doppietta che chiude il match, rubando palla sulla rischiosa uscita dal basso rossoblù e segnando con un delizioso scavetto. Il Napoli fa double e come nel 1990 conquista Scudetto e Supercoppa italiana. E’ in settimo trofeo dell’era De Laurentiis e il decimo alzato al cielo in carriera da Antonio Conte.

1) NAPOLI-CAGLIARI 2-0 (23 maggio). Il sogno diventa realtà. E’ la notte che consegna agli azzurri di Conte il quarto Scudetto, al termine di una stagione lunga, complessa e carica di pressione. Al Maradona l’atmosfera è da brividi, il Napoli ha l’obbligo di non sbagliare davanti al proprio pubblico e ha la consapevolezza di avere tutto nelle proprie mani. L’ultimo sforzo per ottenere tre punti ed avere la certezza matematica di essere campioni d’Italia appena due anni dopo l’ultima volta. La squadra di Conte risponde presente, le firme delle reti contro il Cagliari portano i nomi di due grandi protagonisti della stagione. McTominay, l’MVP della Serie A, spiana la strada al successo con una sforbiciata che entra di diritto nella storia. L’uomo di Conte, Lukaku, chiude i conti con una ripartenza imperiosa che getta nel dramma la rivale Inter, che perde il titolo di un punto. Il successo degli azzurri certifica una cavalcata costruita su continuità, gestione dei momenti difficili e una mentalità vincente ritrovata. Il Napoli torna campione d’Italia, celebrando un titolo che arriva come sintesi perfetta di sacrificio, identità e fame di vittoria, davanti a una città che aspettava solo di esplodere di gioia. Antonio Conte si conferma un vincente, conquistando il quinto scudetto in carriera con tre squadre diverse (Napoli, Inter e Juventus).


Altre notizie
PUBBLICITÀ