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Il Napoli vuole Mauro Icardi o un altro attaccante?

di Fabio Tarantino

Si diventa calciatori per passione, i soldi arrivano dopo, quando neppure ci pensi. Mauro Icardi è diventato goleador dopo aver assecondato un talento, il proprio, e poi s'è accorto - ma lo sospettava - che in questo mondo, ad un certo punto, quella stessa passione rischia di soffocare. Cosa resta, oggi, di quel bambino diventato adulto troppo in fretta? L'istinto del pallone, quella vocazione fanciulla che non dovrebbe mai invecchiare sembra essersi smarrita, non c'è più. Così Icardi accetta il rischio di restar fermo pur di rincorrere altro. Non più un pallone da depositare in rete ma un destino d'orgoglio e di principio, di riflessioni in cui non c'è più spazio per un gol ma solo per capricci. Il Napoli segue da vicino questa storia, ha deciso di conoscere ogni sua evoluzione, vuole entrarci con prepotenza perché Icardi è un affare storico. Ma la domanda, mentre il mercato sta (finalmente) per esaurirsi, risulta automatica: il Napoli cerca Icardi o un grande bomber? Si è invaghito dell'argentino perché ha bisogno di un altro attaccante o ha scelto di puntare su un altro attaccante perché Icardi è una grande occasione? Parole identiche incastrate in modo diverso. Perché il calcio è infinito così come le opportunità che l'estate sa offrire. Eppure Icardi - Llorente a parte, che è svincolato e non aspetterà in eterno - sembra essere l'unica opzione possibile, non solo il grande obiettivo di mercato ma anche l'unico. O lui o nessuno per riempire l'area di rigore. Non sembrano esserci alternative ed è un paradosso: oltre due mesi di trattative per inseguirne solo uno che, a sua volta, sta scappando dalla sua stessa carriera. La porta (avversaria) è dall'altra parte.  


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