Il numero della svolta è il '40': dopo le frecciate Sarri-Spalletti all’ultimo atto
Rieccoli. Maurizio e Luciano, uno di fronte all’altro per una sfida che pesa davvero tantissimo nella corsa al campionato. Il Napoli ci arriva con un doppio magone. Quello profondo, sincero, impossibile da accettare razionalmente dovuto alla scomparsa di Davide Astori. Quello poi sportivo, con una sconfitta interna con la Roma che ha complicato i piani della squadra di Sarri. L’imperativo per la banda azzurra sarà ripartire, puntando su una grande certezza di questo campionato: il rendimento in trasferta. Sono infatti già 37 i punti raccolti lontano dal San Paolo, una vittoria sul campo dell’Inter porterebbe gli azzurri a quota 40. Fino ad ora, in 12 gare il bottino strepitoso di 11 vittorie ed 1 pareggio (sfortunato) sul campo del Chievo.
La grande maturità. Lontano da Napoli la squadra di Sarri è divenuta macchina praticamente perfetta, già nel girone di ritorno dello scorso campionato. In queste 13 gare disputate sino a questo punto del torneo, gli azzurri detengono la miglior difesa con appena 7 reti subite. Reina, nelle ultime 4 sfide, non ha subito gol: l’ultima rete incassata in trasferta risale al 16 dicembre scorso, con Belotti che andava a segno in maniera ininfluente sul risultato. Cifre che permettono di arrivare a Milano con grandi ambizioni, anche se in questo momento così delicato a fare veramente la differenza sarà l’aspetto psicologico. Servirà un Napoli che ha spazzato via le tossine negative, pronto a rituffarsi nelle sue vecchie e consolidate certezze. Di fronte una squadra ferma dal 24 febbraio (vittoria sofferta e contestata per l’arbitraggio contro il Benevento) e che stava attraversando una grande crisi di identità. Quell’identità, che invece, rappresenta il punto di forza di questo Napoli.
Si diceva della sfida in panchina. All’andata, con un super Handanovic, Spalletti riuscì ad uscire indenne dal San Paolo. Era l’Inter all’apice della sua stagione, prima del preventivabile calo. In quelle settimane diversi era stati gli scontri dialettici a distanza tra i due tecnici, che vi andiamo a riportare.
“Squadra e società forti, giocare una volta a settimana è un altro sport”. Così Maurizio Sarri sul vantaggio dell’Inter di non giocare le Coppe nell’infrasettimanale.
“A me sembra lo stesso sport, se si arriva tra le prime quattro ci qualifichiamo per la Champions, nelle altre due posizioni per l’Europa League, per l’altra posizione per le amichevoli della società. La Juve gioca lo stesso sport e ha vinto sei campionati di fila, forse è con loro che deve confrontarsi, se vuol provare comunque arriva settimo e gioca un altro sport". Questa la risposta di Luciano Spalletti alle parole del tecnico del Napoli.
"Sarri sarebbe diventato Ministro dell'Economia se avesse continuato in banca”. Così Luciano Spalletti sul rivale partenopeo.
“Che ministro è Spalletti? "A vederlo stasera della difesa”. Questa la ribattuta del tecnico del Napoli.
Domenica sera l’ultima sfida. A parlare sarà una volta il campo, giudice supremo di ogni disputa. I 18 punti (DICIOTTO!) di distacco tra le due squadre, dovrebbero indurre molti ad una profonda riflessione sul miracolo compiuto da Sarri. Per quello, però, ci sarà tempo. Ora bisogna guardare al presente, a questa gara che rappresenta uno snodo cruciale per mantenere intatti i sogni di gloria.