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Juan Jesus: "Var ha peggiorato il calcio, meglio prima! Ricordate il mio mani a Lecce? Cosa dovevo fare..."

di Pierpaolo Matrone

Juan Jesus, difensore del Napoli, ha rilasciato un'intervista a Mediaset, nel corso della quale si è soffermato sulle tante polemiche arbitrali di queste settimane: "Ho vissuto due epoche del calcio, come De Rossi c'ero già quando c'era l'arbitro dietro la linea. Se ci sono cose che possono aiutare l'arbitro a sbagliare meno e migliorare il calcio, ben venga. Ma oggi ci sono discussioni su tutto: sui rigori, sulle punizioni, sulle ammonizioni, sulle espulsioni... Sappiamo che l'arbitro è un essere umano. Preferivo le domeniche in cui si discuteva sulla linea del fuorigioco o cose del genere. Non vedo miglioramenti su niente, si discute e fa polemica a proposito di tutti, di ogni squadra. Penso che sia stato fatto un passo indietro invece che avanti".

Col VAR si invoca sempre l'uniformità, ma arbitri e Var giudicano in maniera diversa tra loro. "C'è un po' di confusione, se c'è una linea va seguita oppure si poteva lasciare com'era prima del Var, cioè facendo sbagliare un umano. Per esempio il mio fallo di mano contro il Lecce: cosa potevo fare di diverso? Avevo il braccio vicino al corpo, l'avversario era lontano, la palla mi ha solo sfiorato il dito, poi chiaro che se lo rivedi al monitor te ne accorgi. Ma anche coi pestoni: il calcio si gioca coi piedi, ci sta toccare il piede di un altro. Allora se in area lo step on foot è rigore, ogni tocco simile fuori dall'area deve essere punizione. Purtroppo sta diventando un casino e così è difficile essere un appassionato".

E ancora: "Difficile appassionarsi al calcio se tutto diventa caos, ho sentito le parole di De Rossi al riguardo così diventa un brutto sport. Ho vissuto un calcio in cui non si entrava di cattivera, ho giocato contro Chiellini, Bonucci e Barzagli, ho avuto come compagni Samuel, Lucio e Chivu: tutti difensori fisici e di contatto. Se avessero giocato oggi, avrebbero giocato una partita sì e una no..."

Sulla Coppa Italia Juan Jesus si esprime così: "Vincere questo trofeo renderebbe la stagione importante. Il Napoli deve provare ad arrivare in fondo a tutte le competizioni: dalla Champions siamo usciti presto, ma servirà da esperienza. La Coppa Italia è un obiettivo del club e dello spogliatoio, a me manca e faremo di tutto per conquistarla".

Sul confronto con il Como, più fresco dopo l’ultimo turno, Juan Jesus è chiaro: "Loro arrivano più riposati, è vero, ma il calcio si gioca undici contro undici e si gioca a casa nostra. Conta vincere, in qualsiasi modo, anche ai rigori se serve".

Poi lo sguardo corre al campionato: "La matematica dice che possiamo ancora provarci. L’Inter ha più impegni e potrebbe spendere energie, ma dipende soprattutto da noi. Dobbiamo vincere e vedere a fine marzo dove saremo. La speranza c’è: siamo campioni d’Italia e difenderemo lo scudetto finché sarà possibile".

Sul momento no di Buongiorno: "Ale non deve scusarsi di nulla. Chi gioca in difesa è più esposto: se sbagli può scoppiare un disastro. Un attaccante può fallire dieci occasioni e poi sistemare tutto con un gol. Il nostro è un ruolo più complicato, ma Buongiorno ha la testa sulle spalle. Sa che può succedere. È capitato anche a me in carriera, ho commesso errori seri: siamo esseri umani e questo va capito. Ha 26 anni, sta costruendo il suo percorso e attraversare un momento difficile fa parte della crescita. In campo tutti abbiamo problemi. La gente è libera di parlare, ma il comp notes è tifare e sostenere".


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