.

Nessuna solidarietà, nessun "codice ultras": la vera ragione della protesta è una sola, e non l'aveva capita nessuno. Nemmeno noi

di Vincenzo Balzano

Ha fatto scalpore, e quindi ha raggiunto il suo intento: la protesta degli Ultras, prima della partita con il Livorno, si è aperta a più interpretazioni. Tutte sbagliate: anche la nostra (clicca qui per leggere). 

Nessun intento solidale da parte dei tifosi delle due curve. Avevamo paventato l'ipotesi che gli ultras, con quei cori offensivi nei confronti dei napoletani, nonchè con quello striscione che invitava la giustizia sportiva a chiudere la curva, volessero essere "vicini" ai tifosi del Milan e dell'Inter, che si erano visti squalificati la curva a causa di quei cori: il nostro ragionamento era totalmente sbagliato. Partivamo dal presupposto della solidarietà: se oggi è capitato a te, domani può capitare a me. Perchè non è giusto chiudere la curva per un coro. 

La realtà è del tutto diversa. Gli ultras azzurri hanno inscenato quella protesta in maniera ironica e per far capire, alle tifoserie che ogni domenica li cantano, che a loro, di quei cori, non interessa niente. Al punto che se li sono cantati da soli. Nel rispetto di un principio sacrosanto: il miglior disprezzo è la non curanza. Di più: caro tifoso dell'Inter e del Milan, a me, che tu canti quei cori, non interessa, non mi offendono. E per fartelo capire, me li canto da solo. L'ennesima manifestazione di superiorità del tifo azzurro. 


Altre notizie
PUBBLICITÀ