Quali errori e come funziona: tutto sul Challenge in C che ADL auspica per la A
Pietro Scognamiglio, giornalista de La Gazzetta dello Sport che segue tra le altre la Serie C, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video. "Metodologicamente non è un Varracchiamata perché non c'è la sala Var, io la definirei così. Questo già ci aiuta ad avere chiaro più o meno il discorso. È un meccanismo più simile a quello del challenge che c'è, per esempio, nella pallavolo o nel tennis, anche se ovviamente è un paragone ardito, però ci avviciniamo di più a quello. L'analogia con il Var è nelle fattispecie che possono essere analizzate, che sono esattamente le stesse del protocollo Var. Quindi il protocollo Var è una linea guida, ma il funzionamento è diverso. Qui, più o meno, tutti avrete visto qualche partita di Serie C, come funziona: è l'arbitro che viene chiamato dalle panchine a vedere al monitor a bordo campo l'episodio incriminato e a cercare di prendere la decisione migliore. L'episodio può riguardare le quattro fattispecie del protocollo Var: gol, espulsioni, e quello che normalmente si analizza in Serie A. La chiamata viene fatta dalle panchine perché questa è la differenza: ogni panchina ha diritto a due challenge a partita. Se la chiamata va a buon fine, se la panchina ottiene ragione, la chiamata non viene conteggiata. Possono quindi usarne due durante la partita, ma in realtà possono anche arrivare entrambe a buon fine senza essere conteggiate. Questo, per semplificarlo al massimo."
Qual è la procedura dopo un errore?
"C'è la consegna materiale della card da parte dell'allenatore al quarto ufficiale. La chiamata può essere effettuata dalla stessa panchina. Ormai in panchina c'è sempre qualcuno addetto alla visione delle partite su un tablet o qualcosa del genere, perché chiaramente diventa fondamentale avere a disposizione non solo ciò che si può vedere a occhio nudo, ma anche le immagini televisive. Oppure la chiamata può partire dal campo: metodologicamente dovrebbe essere il capitano a chiedere alla panchina di sottoporre ufficialmente al quarto ufficiale questa richiesta, con un gesto codificato, che avrete visto, un dito roteante in alto che indica la richiesta alla panchina di procedere con la consegna della card e quindi con la revisione al FVS. La casistica è più ampia perché viene rivisto anche senza richiesta della card ogni gol: dopo ogni gol segnato, o comunque dopo ogni possibile gol segnato, la revisione scatta in automatico. È il motivo per cui vediamo far riprendere il gioco dopo qualche secondo; ogni gol viene rivisto dal quarto ufficiale o, in caso di necessità, anche dall'arbitro."
Secondo te è necessario ampliare il protocollo?
"Sì, nel caso del secondo giallo sono perfettamente d'accordo, ma deve comunque esserci un protocollo con confini precisi, altrimenti si rischia di sconfinare su qualsiasi cosa. La Serie C ha una sperimentazione con tecnologia limitata rispetto alla Serie A. Uno dei problemi principali è l’entità dei recuperi: spesso l’arbitro impiega molto tempo per analizzare gli episodi con immagini non ottimali, portando i recuperi fino a 10-11 minuti. Con direttive da Orsato e dalla FIFA, la media dei recuperi sta diminuendo, ma occorre ancora migliorare il protocollo."
Potrebbe essere una soluzione anche per la Serie A?
"Empiricamente, sì. Questa cosa sta contribuendo a diffondere una cultura del regolamento maggiore tra le panchine. Nelle prime giornate erano più diffusi utilizzi pretestuosi del challenge, per esempio chiedere la revisione di un rosso diretto per avere un giallo. Pian piano la situazione sta migliorando, perché tutti non vogliono perdere tempo. Credo che, trattandosi di sperimentazione, questa soluzione sia stata introdotta per valutare la fattibilità di una fusione tra questo meccanismo, chiamato ‘barra chiamata’, e il VAR già utilizzato in Serie A e B. Potrebbe essere portata avanti in Serie C e in Serie A femminile per perfezionare ulteriormente il sistema."