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Simeone a cuore aperto: "Amo Napoli, non volevo andarmene! È stata dura"

di Davide Baratto

Giovanni Simeone si è raccontato a cuore aperto in un video dello youtuber "Gianfranco". Tanti i temi trattati dal Cholito, tra cui la sua esprienza al Napoli. Di seguito un estratto dell'intervista.

Hai viaggiato tanto, sei partito dall'Argentina da abbastanza giovane. Qual è stato il posto dove ti ha fatto più male andartene?

"Per me è stato Napoli. Sì, sì. Per me è stato Napoli perché amavo stare lì e non volevo andarmene. La verità è che non volevo andarmene da Napoli. Ma dovevo passare per momenti in cui bisogna giocare di più, pensare anche un po' alla famiglia. La verità è che non stavo bene quando sono arrivato a casa, ma ero felice giocando, la città, la gente. Amavo Napoli e amo Napoli. Sapere che dovevo andarmene per me è stata una decisione molto difficile. Molte volte nella vita ti capiterà di dover prendere decisioni difficilissime. E a me è toccato a Napoli. È stato molto difficile".

E un posto dove vorresti tornare?

"Due posti. Napoli, mi piacerebbe. Non so, sono ancora un calciatore. E in Argentina, al River. Sono due posti che... L'Argentina per il River, per i miei amici, per l'Argentina. Mi manca, la verità, mi manca abbastanza l'Argentina".

I napoletani ti amano. Ho visto i commenti e trovo molto divertente il destino in un certo senso come gli hai fatto tre gol con la Fiorentina, e poi sei tornato e hai vinto lo Scudetto:

"È che quando ho fatto tre gol al Napoli, il Napoli stava per tornare campione dopo 30 anni e più. E io quando giocavo alla Fiorentina, per me era una specie di adrenalina giocare contro il Napoli, che era la squadra migliore d'Italia in quel momento. Sapere che giocavamo contro di loro per me era tutto, per mettersi in mostra, perché è il Napoli, perché ti motiva sempre. E quando sono arrivato al Napoli, la prima cosa che mi dicevano era: "Ci hai fatto tre gol, ci hai tolto uno Scudetto, adesso devi restituircelo". Me lo ricordo perfettamente, un altro che mi prendeva in giro diceva: "Ti abbiamo comprato perché non ci faccia più gol, così possiamo vincere lo Scudetto". E niente, io volevo andare al Napoli. Ero sul mercato, ero al Verona, potevo andare alla Juventus. La Juve mi voleva, mi offriva più soldi, mi chiamava, mi chiamava. E io dicevo: non voglio andare alla Juventus, non voglio. Mi dicevano: "Come non vuoi venire alla Juventus? È la squadra migliore d'Italia". E io: no, non mi viene. Quando mi ha chiamato il Napoli, solo il Napoli. Per me era solo il Napoli. E immaginate, questo non lo sanno in molti: sono andato a guadagnare meno. Al Verona guadagnavo di più. Eppure ho accettato lo stesso. Avevo fatto 18 gol al Verona e volevo andare lo stesso, non mi importava. Il mio procuratore mi diceva che ero matto. "Come fai ad andare al Napoli? Hai la Juventus, ti danno più soldi, è la Juventus." No, no".

Perché hai scelto il Napoli? Di cuore?

"Sì, sì. Io vado sempre di cuore, sempre. O quasi sempre vado di cuore. Difficilmente è una scelta ragionata: la valuto, sì, ma poi mi lancio".

Un consiglio che ti hanno dato e ti è rimasto?

"Fare quello che senti. Sempre. Perché alla fine la vita è una sola. E quando passa il tempo, che è molto breve, puoi farti del male se non fai le cose che ti piacciono. È così".


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