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De Laurentiis tira finalmente fuori gli attributi: mette sotto scacco Cavani, de Magistris e Zuniga. Schiaffo a Mazzarri e parole da vincente. Ma qualche nome può illudere i tifosi: ecco quali

di Giovanni Scotto

Aurelio De Laurentiis fa un salto di qualità, in tutto: nel parlare apertamente di scudetto, nel prendere un allenatore di livello di internazionale e nel non nascondersi più dietro discutibili politiche di mercato. Un presidente che parla da leader, da vincente e (si spera) non solo a chiacchiere. Piace il self control del presidente, che è ormai qualche mese che non dice più parolacce o regala sceneggiate, almeno in pubblico. Il patron appare misurato e con le idee chiare. «Ho imparato tanto in questi quattro anni», e si vede. Ma non solo dal punto di vista prettamente calcistico, anche come maturità e modo di porsi rispetto alle aspettative di una grande piazza.

IL GANCIO A CAVANI. Nella tavola rotonda di giovedì a Radio Marte De Laurentiis dimostra di avere polso: in tre battute ha chiarito tre nodi cardine del Napoli che verrà. Il problema stadio, Cavani e perché no anche Zuniga, che di certo non è un calciatore qualsiasi. E visto che si trovava ha pure dato una bella staffilata all'ex allenatore Mazzarri. Il presidente ha ammesso la trattativa con il Chelsea per Cavani, che è tutt'altro che chiusa. Però il presidente insiste nel tener duro e ha detto una frase rivelatrice: «Se Cavani parte reinvestiremo tutti i soldi della clausola». Parole chiare, che vogliono dire come il presidente non accetta sconti per cedere il Matador. Abramovich è avvisato: serviranno tutti i 63 milioni di euro, con un accordo da chiudere (eventualmente) entro il 10 agosto. E quindi in brevissimo tempo il cerchio si stringe: fuori gioco le altre pretendenti, ammesso che ci siano state. La situazione di Cavani si sta, quindi delineando, e De Laurentiis sta dando la sensazione di voler fare di tutto per uscire a schiena dritta da questa storia.

GIGINO ALL'ANGOLO. Altro tema spinoso è lo stadio: è chiaro ormai che il Comune sta facendo il gioco delle tre carte. Con tutto il rispetto per il Sindaco è il Napoli che è pronto a rilanciare il progetto per l'impianto di Fuorigrotta. Ma se de Magistris non decide cosa fare dell'accordo per la gestione dell'impianto la cosa non si sbloccherà: «Se non saprò nulla entro il 30 giugno me ne andrò a Caserta, dove è tutto pronto per costruire il nuovo stadio in 7-8 mesi», ha detto provocatoriamente il patron. E anche in questo caso è de Magistris che dovrà dimostrare di poter uscire dall'angolo ed esprimere una posizione chiara sulla vicenda San Paolo.

LO SCHIAFFO A WALTER. Infine, l'orgoglio massimo viene fuori per la situazione di Zuniga: «Resta, non lo cedo neanche per 25 milioni di euro», ha detto il presidente facendo capire di fregarsene dei soldi, anche a costo di mandare il colombiano in scadenza. Visto che le pretendenti di Zuniga sono Inter e Juventus, mai e poi mai il patron si sogna di fare un regalo ad Agnelli o tantomeno a Mazzarri. Altro polso duro, anche se sottobanco con Zuniga si tenta di arrivare a un rinnovo per altri tre o cinque anni. E a proposito di Mazzarri, finalmente De Laurentiis parla apertamente, dicendo quelli che tutti vorrebbero dire: «Walter non ha mai sposato la napoletanità, qui non ci voleva stare. Io ho fatto il possibile per tenerlo, perché era bravo. Ma quando uno non sposa la napoletanità è inutile». Tutto vero, anche se non si capisce perché il presidente ha lasciato Mazzarri illudere lui e i tifosi anche dopo il secondo posto matematico.

FUORI I NOMI, AURELIO. Però allo stesso momento è un segno forte di rispetto per la professionalità di un tecnico che ha dimostrato grande valore. E un presidente che sa riconoscere queste cose getta le premesse per diventare davvero grandi. Ma attenzione: sui nomi del mercato De Laurentiis non è ancora chiaro: non sono arrivati lumi sul tipo di giocatori che arriveranno. Il patron non conferma e non smentisce niente. Nomi come Gomez, David Luiz, Suarez o Higuain possono rappresentare un'illusione per i tifosi. Intanto i nomi più concreti sono quelli di Astori e Biabiany, di certo non dei top player. E qui De Laurentiis deve ancora farci capire dove vuole arrivare: lo aspettiamo alla prossima puntata.


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