Grazie Mazzarri, l'uomo triplex, ma De Laurentiis pensa a Mancini
Una moglie napoletana, la passione per il mare e per le imbarcazioni, di cui è produttore da qualche tempo. Un tris di motivazioni che rendono più che possibile l’opzione Napoli per Roberto Mancini, esonerato, senza gran classe, dal Manchester City, deluso dai risultati ottenuti in questa stagione. Il contatto tra Aurelio De Laurentiis e l’ex tecnico dell’Inter c’è già stato. E non è escluso che la conversazione proceda per arrivare a un accordo in tempi brevi. Perché la panchina del Napoli fa gola a tanti allenatori. E Mancini, che potrebbe interessare anche alla Roma, potrebbe essere davvero l’uomo giusto al posto giusto. Non solo per la bellezza del Golfo di Napoli. Mancio ha già vinto titoli nazionali in Italia e Inghilterra. E’ passionale, qualità richiesta per rinfocolare la piazza. Ed è abituato a gestire anche i campioni (alcuni ostici come Mario Balotelli), nonostante un carattere fumantino. Con lui il Napoli potrebbe compiere l’ultimo salto, per giocarsi (con un mercato estivo di primo livello) fino in fondo lo scudetto e impressionare nuovamente in Champions League. Dunque, Mancini, da preferire a Massimilano Allegri e Francesco Guidolin. Con Walter Mazzarri che è già salpato da Napoli. Questione di stimoli, di una carica agonistica ed emotiva che il mister toscano ha visto disperdersi nell’arco della sua esperienza azzurra. Non è stato solo un allenatore, Mazzarri. Ma figura a tutto tondo, un po’ dirigente, soprattutto figura di riferimento tra club e calciatori e che si è spesso esposto con i media e con il palazzo del calcio per tutelare al meglio il Napoli. Come in occasione del discutibile arbitraggio nella finale di Supercoppa italiana dell’agosto 2012 a Pechino contro la Juventus. Mazzarri ci ha sempre messo la faccia. Andando oltre le sue competenze, il suo ruolo. Il suo non è un addio semplice. Napoli è stata la sua creatura per quattro anni. Una piazza calda, non facile da gestire. Perse le motivazioni per provare l’assalto allo scudetto, meglio separarsi dopo una stagione esaltante. Senza epiloghi dannosi per società e tecnico.