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L'addio di Mazzarri e i progetti futuri: il Napoli ad uno snodo esiziale

di Dario Sarnataro

L’ultima conferenza dell’anno a Castelvolturno è stata anche l’ultima da allenatore del Napoli. Walter Mazzarri comunicherà già domani, dopo la gara con la Roma, o al massimo lunedì, la sua decisione: lascerà Napoli e il Napoli, con enorme soddisfazione per quello che ha fatto in 4 anni ed anche con grande serenità. Il tira e molla ha infastidito i tifosi e per questo l’allenatore intende lanciare un messaggio ai sostenitori azzurri, con i quali ha trovato subito un feeling speciale. Mazzarri sarà rimpianto, non solo per le sue indubbie capacità tecnico-tattiche e di gestione del gruppo, ma anche perché si è accollato incarichi dirigenziali specifici. Mazzarri va via perché ha esaurito le motivazioni per allenare il Napoli, perché forse non crede che la squadra, con lui, abbia margini di ulteriore miglioramento e, infine, per divergenze di filosofia aziendale con De Laurentiis. Il tecnico aspetta l’Inter che, secondo spifferi, avrebbe pronto un contratto di tre anni a circa 4 milioni per lui. Indiscrezione da verificare, di certo a Mazzarri piace l’ipotesi nerazzurra ma potrebbe anche restare fermo in attesa di una panchina eccellente a campionato in corso, un po’ come accadde nel post Sampdoria: a Napoli arrivò ad ottobre. Attenzione però al giro di allenatori tra Milan, Inter, Roma e qualche club estero. Di certo Mazzarri vuole andare in un top club e soprattutto in un ambiente più sereno. Il Napoli è dunque dinanzi ad uno snodo esiziale della sua storia: dopo un secondo posto e anni di crescita costante (esclusa la parentesi Donadoni) la società deve ripartire da un altro allenatore e con un organico da rivedere e potenziare, avendo ambizioni da top club europeo, Champions da affrontare e necessità di provare a vincere. Le scelte non saranno facili, ma l’impegno di De Laurentis dinanzi ai tifosi: “Io, come voi, voglio vincere” deve confortare la tifoseria o quantomeno dovrebbe essere una garanzia sugli investimenti, che saranno evidentemente imponenti.


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