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Mazzarri immenso, nasce lo "scudetto dei parametri". Ma vuole a tutti i costi passare dall'altra parte: ecco perchè può restare fermo "tre mesi"

di Antonio Gaito

Il finale di stagione è tutto di Walter Mazzarri. Il Napoli sta macinando gioco, tritando gli avversari e nelle ultime sette partite ha raccolto sei vittorie ed un pareggio sul campo del Milan. Un ruolino di marcia esaltante che addirittura sta riuscendo a far nascere in qualcuno rammarico per quello che poteva essere e non è stato, in una stagione in cui la Juventus ha dimostrato nei momenti cruciali di essere la più forte. Dopo lo scontro diretto del San Paolo, infatti, ha inanellato otto successi consecutivi vanificando ogni sforzo dei partenopei. Per non parlare dei cinque punti in più, nonostante la Champions, rispetto alla scorsa stagione che fu già esaltante.

Ragionamento che però non deve portare allo scoramento perchè è evidente che il Napoli per gran parte della propria stagione è andato oltre i propri limiti e la squadra di queste ultime gare è ulteriormente migliorata rispetto a quella d'inizio stagione. I meriti di Mazzarri sono sotto gli occhi di tutti, e non solo per il +17 rispetto alla classifica della scorsa stagione. I soliti critici di professione sin dall'estate mettono in discussione inspiegabilmente il lavoro di un tecnico straordinario. "Mazzarri disse che la Champions portava via dieci punti. Il paragone lo si deve fare con il Napoli di due anni fa che non aveva la Champions" dicevano fino a qualche tempo fa. Già, fino a qualche tempo fa, perchè il Napoli ha fatto meglio anche rispetto a due anni fa (+4 e con possibilità di allungare).

Lo scenario ovviamente non tiene conto che c'è un Lavezzi in meno. E qui bisognerebbe aprire un discorso correlato visto che il tecnico è riuscito a far crescere la squadra proprio dalla cessione dell'argentino con un lavoro importante che vi abbiamo raccontato sin dal ritiro di Dimaro. Nonostante una lunga pausa di Pandev, ed Insigne che al primo anno di A non poteva fare di più, il tecnico è riuscito a migliorare la squadra nel possesso palla, nell'attacco alla difesa schierata, nell'impostazione, e quel Napoli contropiedista che faticava contro le piccole che non concedevano spazio per gran parte della stagione è stato solo un lontano ricordo. Parallelamente Lavezzi sta riscontrando grosse difficoltà (ammesse da lui stesso recentemente: "A Napoli giocavo molto meglio") ed i 3 gol realizzati in un campione mediocre come la Ligue1 parlano chiaro.

I grandi meriti di Mazzarri per fortuna non sono sfuggiti alla società che sta facendo di tutto per trattenere il tecnico. Il tecnico è stufo, molti non comprendono il valore del suo lavoro che reputa immenso se - come detto nell'ultima conferenza - lo si rapporta ai "parametri economici" che, soprattutto per gli stipendi, spesso sono un indicatore preciso di qualità ed esperienza dell'organico. Come si può infatti dire che la Juventus, ad esempio, ha fatto un lavoro migliore se la rosa bianconera ha un tetto ingaggi di 125mln mentre i partenopei di 50mln con soltanto sette giocatori sopra il milione d'euro d'ingaggio (solo tre sopra i 2mln)? Addirittura club finiti ampiamente dietro hanno un tetto ingaggio nettamente superiore: la Roma spende 95mln, la Lazio 67mln. Da qui la voglia del tecnico di voler gareggiare ad armi pari e la volontà di non fare un passo indietro, stavolta. sui nomi che ha richiesto alla società.

Il discorso si collega ovviamente al suo futuro. Si parla tanto della Roma, che però sembra orientata verso Allegri, e l'idea del tecnico fino a qualche tempo fa era rivolta all'Inter che però ha intenzione di confermare Stramaccioni dopo la serie interminabile di infortuni che da qualche mese ha reso il campionato dei nerazzurri già segnato. Mazzarri resta alla finestra, non a caso nel giro di poche settimane ha accantonato la volontà di parlare dopo la conquista del secondo posto per rinviare tutto a dopo la gara con la Roma. L'anno sabbatico è una possibilità ed è da intendere come una strategia precisa, del resto ci viene in soccorso lo stesso Mazzarri che domenica nel post-partita di Mediaset s'è lasciato scappare una frase di troppo. "Anno sabbatico? Non lo escludo, può darsi che starò fermo per qualche mese, due o tre, per poi rientrare. Voglio riflettere". Che senso ha stare fermo per poi rientrare dopo qualche mese? Uno soltanto: aspettare che la panchina nerazzurra di Stramaccioni possa saltare.


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