SOSA, VA VIA UN GRAN SIGNORE .
L’ho conosciuto ai tempi del Napoli in C, nel ritiro di Paestum, tra i più disponibili e tra i più schivi dei calciatori azzurri. All’epoca non c’era il silenzio stampa, ANZI, il Napoli aveva bisogno di farsi “vedere”, era sprofondato nella crisi più nera della sua storia recente. Tantissimi i tifosi ad accalcare il perimetro del campetto della nota struttura alberghiera del Salernitano. Non c’erano nè Tribune, ne tribunette, perfino il D.G. Marino trovava posto durante la partitella di allenamento dietro il muretto bianco di una delle porte, c’era imbarazzo a vedere tanta gente, non solo gli immancabili napoletani che giungevano in auto ad ogni ora, ma anche i numerosi tifosi azzurri della provincia di Salerno, i quali fino da Sapri venivano a fare il tifo per una squadra che poteva non avere i palloni, ma non aveva perso il suo “oggetto del desiderio”: il tifoso D.O.C.
Io mi accingevo a prestare i primi servizi per TUTTONAPOLI, il sito era pressocchè sconosciuto, avevo l’apporto morale dell’indimenticato Francesco Romaniello e dell’attuale Direttore Molaro, il buon Romaniello dalla lontano Milano, via cellulare si teneva in costante contatto col sottoscritto, pronto a trovare anche una sfumatura che potesse giustificare agli occhi dei tifosi partenopei, cosa ci facesse in quel ritiro quel Napoli così piccolo e così lontano dai riflettori.
In uno dei tanti pomeriggi passati ad osservare molte “mutande” azzurre semisconosciute, la stampa ottiene il via libera per girovagare nell’Hotel che ospitava il Napoli, a caccia di VIP che ahimè non c’erano, in ogni caso la facevano da padrone ovvio i giornali di sempre, i più noti, RAI 3 Regione, e le TV locali con in testa il ragazzo dalle mani perennemente in tasca a mò di torsioni nei jeans semistrapazzati, sto parlando qualcuno l’avrà intuito di Paolo Del Genio, oratore azzurro della domenica pallonara.
Ed io senza una etichetta precisa se non quella della Radio con cui collaboro, con la stampa del logo neonatoTUTTONAPOLI ben in vista sulla cartellina, intravedo affossato sul divano rosso porpora il Pampa, nascosto da una serie di giornali sportivi, appoggiati un po’ lì un po’ là. Più in là c’era Montervino che mi aveva appena confidato di aver perso parecchi euro pur di accettare le proposte di Marino, e appoggiato al muro al telefono scorgevo il vecchio Capitano Scarlato.
Resto a guardare il gigante buono come dicevo prima affossato su quel divano, l’unica mia distrazione erano le stupende hostess che di continuo osservavano che tutto proseguisse per il meglio, dall’ascensore spunta tutto sorridente colui che aveva oleato più di tutti i muscoli più famosi della storia, quelli di Diego Maradona, era proprio lui il mitico Carmando, vedendo lui intuisco quanto voglio bene a questa squadra, resto ancora qualche secondo ad osservarlo (il Pampa), e non sapevo se era l’unico dei calciatori “famosi” del Napoli (pochi all’epoca) trascurato da taccuini e telecamere perchè appena intervistato, o era lui stesso che non voleva per timidezza essere infastidito. Fatto sta che mi avvicino e gli chiedo due minuti, ma davvero DUE per porgli la domanda classica che tutti gli avrebbero rivolto e che forse lui si aspettava, ovvero: “Perchè hai lasciato Udine in A, per venire in C a Napoli?”.
Siamo stati a chiacchierare per una ventina di minuti, ci interrompe solo Gianello, all’epoca davvero e solo il numero 2 dei portieri, perchè c’era una riunione che aveva chiesto il D.G. Marino.
Fu disponibile il grande Pampa, con la sua voce bassa e roca non mosse un filo dei suoi muscoli durante tutta la mia prima intervista ad un calciatore famoso fuori dal campo da gioco.
Già all’epoca era convinto che la scelta fatta era quella ottimale per il prosieguio della sua carriera,
neanche la più bella ragazza argentina gli aveva fatto la corte come Pierpaolo Marino che lo volle a tutti i costi tra quelli che in breve tempo avrebbero riportato il Napoli nel calcio che conta.
E’ COSI’ E’ STATO…..GRAZIE ROBERTO!