ADL: "Servono gol, spettacolo e regole nuove o i giovani scappano dal calcio"
Lunga e interessante intervista del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, rilasciata al New York Times. Si parla soprattutto del futuro del calcio che, secondo Adl, "perderà le nuove generazioni". "Le partite sono troppo lunghe. Pensate che mio nipote di sei anni, che sa tutto di calcio perché ci gioca alla PlayStation... lui scapperà... e voi pensate di recuperarlo dopo 15 minuti? Mai! Perché va in camera sua e si mette a giocare a FIFA". "Non hanno la pazienza di guardare una partita dai ritmi molto lenti in televisione. Se guardi un match in TV, specialmente se è brutto... cosa fanno i ragazzi?". Questo è il punto di partenza. E allora, quali soluzioni? Questa la domanda che rivolgono a De Laurentiis. "Punto primo: ridurrei i tempi da 45 minuti a 25 minuti ciascuno. E poi basta perdite di tempo. Non puoi stare a terra a fare scena come un attore". Un altro problema è lo spettacolo che manca: "Troppi pochi gol! Così non c'è spettacolo. Bisogna segnare di più. E per fare più gol, bisogna cambiare le regole. Ad esempio non si può annullare un gol solo per pochi millimetri... Il fuorigioco deve essere cambiato, e di molto". "Le nuove generazioni sono il nostro oro. Se non li accontentiamo, moriremo. Non avrete più la stessa partecipazione che avete avuto negli ultimi cento anni".
Poi si parla del Mondiale per Club che ha aumentato il numero di partite a stagione mentre lui vorrebbe una Serie A a 16 squadre: "Perché io ho investito in quel ragazzo e voi lo state spremendo solo per mettervi i soldi in tasca? No! E poi i soldi che ci tornano indietro (dalle competizioni)? Non sono abbastanza. Immaginate tutta la crescita della UEFA, tutti quei soldi. Perché devono essere gestiti dalla UEFA e non dai club? Il problema è che troppe persone vogliono essere protagoniste. UEFA, FIFA, federazioni locali. Grossi guai, grossi problemi. Vi chiederete: 'Perché?' Perché vogliono fare soldi per se stessi. La UEFA ha cambiato la fase a gironi della Champions League due anni fa. Ha aggiunto più partite. Ma se guardi (gli ascolti) in TV, il successo non è lo stesso perché ci sono certe partite di cui non importa niente a nessuno. Questo sta accadendo anche nel campionato locale perché abbiamo troppe squadre". E ancora: "I tifosi vogliono vincere e pensano che i calciatori onoreranno la loro maglia per sempre. Ma non è vero! Onorano solo i soldi. Ci sono solo pochi casi (di lealtà). Ho avuto un ragazzo fantastico, Marek Hamsik, che è stato il capitano della nostra squadra. È rimasto con noi per sempre. Ma quello è solo un caso".