AIA, avv. del pres. Zappi: "Non ci sarà commissariamento FIGC, nel caso lo impugneremo"
Su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto l’avvocato di Antonio Zappi Sergio Santoro: "Premetto che il deferimento al Presidente Zappi c’era già stato a dicembre per mezzo della Procura a cui è seguita l’udienza al Tribunale Federale di ieri. L’esito di questo processo è stata l’inibizione per 13 mesi. Zappi è stato sospeso nella sua carica, ma non è caduto, in seguito alla sentenza definitiva del Collegio di Garanzia.
Non c’è rischio di Commissariamento da parte della FIGC, l’AIA continuerà ad operare con i membri che ci sono attualmente all’interno del consiglio poiché in caso di impedimento verso il Presidente Zappi c’è il vicepresidente che subentra al posto suo. Quindi escludo questa ipotesi. Dopo di che, i giornali possono dire quello che vogliono, ma il commissariamento non è possibile e lo impugneremo in caso contrario poiché c’è un vicepresidente che svolge le sue funzioni.
Nessuno ha portato delle prove all’interno degli organi giudiziari o ha portato in giudizio Zappi. È la Procura stessa che si è procurata delle prove d’ufficio contro di lui. Una segnalazione iniziale, che non era neanche una notizia criminis, è stata ritrattata, ripresa e sviluppata dalla Procura per introdurre questo procedimento.
Io che sono il difensore del Presidente Zappi insieme agli altri difensori abbiamo eccepito inizialmente che sulla base di semplici abilità investigative senza alcun riscontro e la possibilità controinterrogare i testi non si poteva pervenire al deferimento. Il diritto al controinterrogatorio, alla conferma o alla smentite di quello che affermano i testi è oggetto di diritto per norme superiori costituzionali, europee e procedure penali. Noi abbiamo rivendicato il diritto di controinterrogare i testi che ci è stato brutalmente negato dal Collegio poiché ci hanno riferito che non si poteva fare e che i tempi non lo consentivano.
Questo, però, vale se i tempi sono solleciti per decidere la vicenda del campionato, ma qui si tratta dell’assetto dell’organo più importante che abbiamo per lo svolgimento delle competizioni calcistiche, l’associazione arbitri italiani. C’è stata questa lacuna istruttoria che dal nostro punto di vista era superabile perché noi avevamo il diritto di chiedere il controinterrogatorio dei testi, i quali avevano cambiato opinione per due o tre volte. Non c’è spiegazione logica per il quale il Tribunale Federale ci ha negato il diritto al contraddittorio. Il Presidente del Tribunale ha reagito persino in modo estremamente risentito alle mie insinuazioni. Secondo lui la legge va interpretata in questo modo, secondo noi no. La contro interrogazione dei testi è un argomento fondamentale del contraddittorio.
I tempi saranno lunghi per arrivare ad una sentenza definitiva che vanno dai tre ai quattro o cinque mesi. Noi dobbiamo avere le motivazioni, nella premessa che esse escano nei termini di legge in modo tale da avere la possibilità di fare appello che faremo senz’altro matematicamente, eccependo tutti questi fatti preliminari che ho riferito prima. I testi hanno fornito delle versioni contraddittorie tra la prima deposizione e la seconda. È un caso emblematico di giustizia legata. Se l’obiettivo di questa vicenda è appropriarsi di questo organo e stravolgerlo, ci tengo a ribadire che è un organo che è stato eletto democraticamente. Tutte le segnalazioni devono essere accertate in modo imparziale nel contraddittorio. La prova si forma nel procedimento, non unilateralmente.
Non voglio pensare che ci vogliano nascondere qualcosa o ci siano motivi reconditi dietro questo rifiuto da parte del tribunale, penso sia solo ignoranza legis. Confido nella giustizia e nelle leggi. Noi in primo grado la giustizia non l’abbiamo avuta, poiché alle nostre richieste perentorie di poter risentire i testi e di controinterrogarli, ci hanno negato questo diritto. Secondo me non ci sono state delle pressione nei confronti del Presidente Zappi il quale si è comportato in modo estremamente lineare. Queste pressioni indebite non sono dimostrabili e dimostrate. È una prova che la Procura ha formato nel suo ambito da sola. Queste vicende vanno valutate nel momento storico in cui avvengono. Noi andiamo verso un referendum che dovrà sancire la divisione tra PM e giudici, mai come in questo caso abbiamo l’opportunità di una riforma del genere".