Apolloni: "Nazionale? Le grandi hanno pochi italiani. Guardate il Napoli: solo Insigne..."
Fonte: tuttomercatoweb.com
Ex calciatore di Parma e della Nazionale italiana, Luigi Apolloni ha parlato attraverso le frequenze di RMC Sport dopo la brutta figura rimediata dalla selezione azzurra contro l’Argentina. “Chiaramente - ha detto - in questo momento Di Biagio ha convocato i calciatori che possano dargli delle sicurezze. Tuttavia l’Italia ha giocato contro i vicecampioni del mondo, contro calciatori straordinari. La FIGC ha scelto di Biagio, prova a portare avanti questa decisione in modo coerente. Penso che, dopo queste gare, si sceglierà su chi puntare. Non credo che Di Biagio possa essere il ct del futuro, è un buon tecnico ma non ha l’esperienza giusta per portare avanti la Nazionale italiana”.
Buffon è risultato il migliore in campo, non doveva nemmeno esserci in questo nuovo ciclo azzurro. “Gigi non si discute, è stato ed è il miglior portiere al mondo. Non escluderei il fatto che possa continuare a giocare, magari continuando anche con la Nazionale. Zoff vinse il Mondiale nel 1982, da quel momento è cambiato il modo di lavorare e l’atleta è molto più longevo nella sua carriera. Il portiere ha un ruolo meno usurante sotto certi aspetti, può darsi che Gigi decida di provare a giocare l’Europeo del 2020 a 42 anni”.
Vede Donnarumma pronto per essere titolare con l’Italia? “Non so, ma è un calciatore di qualità e una grande promessa del calcio italiano. Dovrà fare esperienza, attraverso le gare internazionali che sono fondamentali. Le squadre della nostra Serie A non hanno tanti italiani. Il Napoli, che sta facendo bene, ha solo Insigne titolare. Senza far giocare gli italiani, senza dunque avere esperienza internazionale, non si può pretendere che i convocati possano far tornare la Nazionale ai livelli che gli competono”.
Perché le Società sono meno propense a puntare sui propri giovani? “S’è parlato tanto dei giovani e dei settori giovanili, purtroppo i club puntano ad avere risultati immediati e non sempre puntano su calciatori giovani, anche a causa della pressione di stampa e tifoseria. L’Italia, in questo momento, ha toccato il fondo a livello di Nazionale. Sarebbe il caso di puntare sui giovani, di istruire gente competente nei settori giovanili e di puntare sugli italiani. Quando avevo 14-15 anni, c’erano soltanto tre stranieri per squadra. Adesso, invece, ci sono tantissimi stranieri e si trovano 2-3 stranieri al massimo. In una gara di Serie A, Udinese-Inter, contai un solo italiano in campo. Il calcio italiano non si può affermare tale, vista la massiccia presenza di stranieri”.