Bianchi ci crede: "Napoli vinci ed apri un ciclo. Lavezzi? se andasse all'Inter..."
Fonte: Gazzetta dello Sport
Quel Napoli, il suo Napoli, vinse campionato e Coppa Italia. L’ultima della storia azzurra. Stagione 1987, alla guida degli azzurri c’era Ottavio Bianchi. «Fu un filotto incredibile— racconta —, mettemmo in fila ben tredici successi. Dal primo turno con la Spal fino al match di ritorno della finale in casa dell’Atalanta».
Un’impresa straordinaria, irripetibile anche per il Napoli che domani sera potrebbe tornare ad alzare quel trofeo a distanza di 25 anni. «Adesso è cambiato tutto— continua Bianchi —, ma ciò non toglie che si tratterebbe comunque di un traguardo molto prestigioso per la squadra e per la società. Sarebbe un ottimo trampolino. Vincere è questione di abitudine».
Il suo Napoli sapeva come fare. Lo ha ricordato in settimana Diego Armando Maradona parlando della storica rivalità con la Juve e dei tanti trionfi ottenuti contro i bianconeri. Mondi diversi Domani sera, invece, saranno di fronte due squadre che vivono una situazione psicologica molto diversa: da un lato i bianconeri reduci dalla conquista dello scudetto, dall’altro gli uomini di Mazzarri che hanno chiuso la stagione al quinto posto e avranno dunque maggiore fame: «Di sicuro la Juve ha vissuto una settimana di festeggiamenti e bisognerà vedere se ci sarà una forma di appagamento da parte loro. Tuttavia, non ritengo quella di Conte una formazione presuntuosa. Anzi, quest’anno ha giocato spesso come una provinciale e ha avuto l’indiscutibile vantaggio di non fare competizioni internazionali. Il Napoli, invece, viene da un’annata discreta, ma senza squilli. Logico che ci siano grandi motivazioni nello spogliatoio azzurro. Si può salvare una stagione e nel contempo porre delle basi importanti per il prossimo anno»
Il Pocho Già, perché il progetto di De Laurentiis dovrà andare avanti a prescindere da quelli che saranno gli interpreti ed il tal senso la partenza di Lavezzi non sembra turbare più di tanto Bianchi: «Innanzitutto, non so se effettivamente abbia chiuso il suo ciclo a Napoli. Comunque, ormai i giocatori sono delle aziende e cercano di tutelare i propri interessi. Di conseguenza, non mi sorprenderebbe un suo addio. L’Inter? Se andasse lì bisognerebbe poi verificare la sua adattabilità agli schemi di Stramaccioni. Lui è un fior di giocatore, però poi bisogna sempre ricordarsi che è il collettivo ad esaltare le doti dei singoli ».
Certo, tante chiacchiere di mercato rischiano di distrarre Lavezzi dall’unico obiettivo che conta: la finale di Coppa Italia. Mazzarri, però, sembra deciso a mandarlo in campo: «Lui vede i giocatori tutti i giorni, quindi ne sa di più—chiosa Bianchi —-. Comunque, all’estero i calciatori che sanno di andare via giocano alla morte fino all’ultimo giorno».