Biasin: "Classifiche cambieranno e qualche club sarà retrocesso. Ma siamo solo all'inizio...ecco cosa rischia Conte"
Fonte: tmw
Circa un mese fa scrissi codesta scemenza: "Tenteremo un esperimento stile Giucas Casella quando urlò "cein cein cein" sui carboni ardenti".
Poi la frase sibillina (una cretineria, sia chiaro): "Ieri usai l'Asl per muscoli, letto, salmi: scont!". Ora la soluzione (facciamo in fretta che c'è poco da ridere). Prendete le lettere, ridistribuitele saggiamente. Usciranno i seguenti nomi: Mauri, Milanetto, Sculli, Pellissier, Cossato. I primi due sono stati arrestati ieri, il terzo no nonostante la richiesta del pm Di Martino e le conferme del gip Salvini ("il giocatore è collegato a esponenti della criminalità organizzata"), al quarto (indagato) hanno perquisito casa in cerca di non si sa quali prove (sequestrato il pc e altri aggeggi), i quinti (fratelli di sangue) sono pure loro indagati e sospettati di essere a capo del "gruppo veronese" che avrebbe gestito un giro illecito (ovviamente) di scommesse.
Possiamo dire senza fare troppo i fenomeni che l'esperimento è moderatamente riuscito. Anzi no, è fallito miseramente. Chi scrive pensava che i "guai cremonesi" avrebbero coinvolto pochi tra calciatori presenti e passati, ora sappiamo che la pozza di melma è più profonda del previsto. In definitiva avrei dovuto scrivere una frase molto più lunga e sgangherata.
Il calcio nauseabondo di casa nostra torna ad annusare puzzo di marcio a pochi giorni dall'Europeo. Qualcuno sarà contento: "L'ultima volta grazie ai casini vincemmo un Mondiale". Ora però le cose sono assai diverse: ci stanno dicendo che un numero imprecisato di fenomeni pallonari ci prendeva per il naso, che la criminalità organizzata aveva trovato terreno fertile per lucrare a casa nostra, che chi non voleva fare soldi quantomeno provava ad aggiustare i risultati secondo la legge del "così fan tutti", che ci sono gruppi di tifosi cui preme solo fare affari alla faccia della maglia.
Chiariamo due benedetti princìpi: 1) Nessuno è colpevole fino a sentenza (processo penale o sportivo che sia). 2) Qualche porcheria sarà pur stata apparecchiata se ben tre procure (Cremona, Bari e Napoli) stanno indagando nello scandalo pallonaro più puzzolente che c'è (già, più di Calciopoli).
Il peggio deve ancora venire, ne siamo convinti, e al momento dobbiamo capire chi pagherà e in che termini. Saranno alterate le classifiche del torneo appena terminato o quelle del prossimo? Criscito e Bonucci salteranno l'Europeo perche se lo meritano o per un eccesso di precauzione? E Conte, l'allenatore campione d'Italia, è veramente responsabile di aver aggiustato alcuni risultati del Siena, è semplicemente colpevole di omessa denuncia, o non c'entra una mazza e lo stanno tirando in mezzo come si fa con le matricole il primo giorno di scuola?
Non tocca a noi decidere, ma sappiamo con moderata certezza che entro luglio il calcio italiano cambierà decisamente aspetto. Alcune società saranno presumibilmente retrocesse d'ufficio (ma non le tre grandi Milan, Juve e Inter), altre (tante) riceveranno penalizzazioni (anche pesanti), parecchi giocatori subiranno delle squalifiche.
Totale: facciamo una figura da pirla col mondo intero. L'ennesima. Dice l'indifferente: "Chissenefrega, tanto se vinciamo l'Europeo cantiamo la canzone che fa po-po-po in piazza e la gente si dimentica". Ma il principio da fetentoni, purtroppo, non regge più. Il campionato italiano necessita di una riforma immediata: meno squadre, meno giocatori, meno quattrini per tutti ma garantiti (in Lega Pro ci sono giocatori che fanno letteralmente la fame), più dirigenti appassionati, meno capoccioni con le chiappe incollate alla poltrona.
Poi tocca essere sinceri: le ultime righe sono un'accozzaglia di puttanate, pura utopia. Scrivere è facile, realizzare (in Italia) praticamente impossibile. Non vorremmo essere nei panni di Conte, che forse ha sbagliato o forse no, ma sicuramente resterà macchiato a prescindere. Funziona così alle nostre latitudini e la colpa, in buona parte, è di noi pennivendoli: puntiamo il dito, ci attacchiamo all'intercettazione più succosa del faldone, alla sozzeria più pruriginosa e poi, se è il caso di fare un passo indietro perché in fondo "quello lì" non ha fatto niente, facciamo gli indifferenti.
Prepariamoci a un mese di rotture di balle tra documenti, sentenze giuste e ingiuste, ascelle sudate di avvocati che si leccano i baffi perché finiranno in tivvù. Nel frattempo accettate le mie personalissime scuse: questa settimana l'articolo è piatto come un tavolo da biliardo e non riporta alcuna notizia di mercato. In un giorno così inquinato mi sembrava meglio ragionare di un calcio che era il più bello al mondo, e ora ci fa vergognare. Non accadrà più, procure permettendo.