Caos Milan, Di Marzio: “Vi spiego perchè la proprietà vuole un tecnico straniero”
“La macchina del Milan ad oggi è ancora senza un vero e proprio padrone, dopo il divorzio con Massimiliano Allegri. La riflessione di oggi riguarda proprio la decisione di scegliere un allenatore straniero, di trovare un allenatore straniero”. Inizia così il pensiero di Gianluca Di Marzio, all’interno di Caffè Di Marzio - podcast realizzato in collaborazione tra TuttoMercatoWeb.com e Gianlucadimarzio.com - dedicato alla rivoluzione in corso a Casa Milan e, in particolare, alla scelta della nuova guida tecnica.
La riflessione sulla strategia del Milan tra Italia e estero
“L’input da parte della proprietà, quindi di Cardinale, consigliato da Zlatan Ibrahimovic, è quello appunto di puntare su una figura non italiana. In realtà non soltanto per la scelta della panchina, ma anche per il ruolo di direttore sportivo e di amministratore delegato. Fermo restando che sono rispettabili tutte le strategie di programmazione di una società, questo non voler prendere un italiano sinceramente lo capisco poco. Al di là delle figure di amministratore e direttore sportivo, che possono sicuramente essere trovate anche all’estero, se una cosa di buono abbiamo oggi in Italia, vista la carenza di talenti dal punto di vista tecnico, sono proprio gli allenatori. Lo dimostrano gli ultimi successi di tecnici italiani all’estero, così come la presenza di allenatori visionari in Premier League come De Zerbi al Tottenham e Maresca molto probabilmente al Manchester City.
Questo per dire che la tradizione degli allenatori italiani è una tradizione vincente, che da sempre ha portato il nostro calcio a esportare qualità sulle panchine all’estero. Perché quindi il Milan si ostina a cercare un allenatore straniero? Un tecnico alla Fabregas, come filtrato da Casa Milan nei giorni scorsi. Tuttavia, i due nomi su cui il Milan si sta concentrando oggi, Glasner e Slot, hanno caratteristiche che poco hanno a che vedere con un’impostazione alla Fabregas”.