Chiariello: "Sistema arbitri impoverito e c'è sudditanza. Oggi arbitra il monitor"
Umberto Chiariello nel suo consueto editoriale per Radio Crc ha dichiarato: "La sudditanza psicologica esiste, ed è acclarata, anche se meno rispetto al passato. Una volta arbitrare l’Inter di Moratti, il Milan di Berlusconi o la Juventus degli Agnelli era diverso. Oggi quel potere non ce l’hanno più, è oggettivo. Oggi c’è un vuoto di potere in Serie A e un vuoto di potere arbitrale ancora maggiore. In questo bailamme c’è Gabriele Gravina, che non ha realizzato le riforme annunciate, anche perché ostaggio della Lega che lo vota quasi all’unanimità. Gli arbitri sono nelle mani di Gianluca Rocchi, che non è un leader carismatico capace di dare direttive chiare e farle rispettare fino in fondo. La linea è: meno interventi del VAR, decisione dell’arbitro di campo centrale. Ma così si crea confusione.
Il problema vero è un sistema arbitrale impoverito: dopo l’era di Daniele Orsato non sono emersi grandi arbitri di personalità. Se le seconde linee di ieri sono gli “élite” di oggi, e se non crescono davvero i giovani, siamo messi male. Gli arbitri si appiattiscono sull’uomo al monitor: oggi arbitra il monitor. In questo vuoto di potere si inseriscono anche i media, con posizioni spesso inaccettabili per noi napoletani. C’è una narrazione che vede il Napoli come elemento di disturbo dei piani economici e geopolitici del calcio italiano. Contro questa narrazione io combatterò sempre. Non perché credo alla malafede arbitrale o al complotto, ma perché la situazione è diventata incancrenita e insostenibile.
Servono regole chiare, scritte, non formule vaghe come “chiaro ed evidente errore” che possono significare tutto e niente. Bisogna stabilire in modo preciso quando può intervenire il VAR e quando no. Solo così possiamo migliorare il sistema che io voglio migliorare".