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Contatto Bremer-Hojlund, Aureliano: "Concetto d'intensità, c'è un rischio con la super slow-motion"

di Antonio Noto

Nel corso dell'incontro “Il Protocollo VAR: chi è sotto processo? La disciplina giuridica, la sua interpretazione e la sua applicazione”, presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università “Luigi Vanvitelli”, l'arbitro Gianluca Aureliano ha parlato del contatto Bremer-Hojlund nella sfida tra Juventus e Napoli del 25 gennaio scorso: "Anche lì è un concetto di intensità. Il problema è quando si guarda una trattenuta o un colpo violento, il rischio è che quella super slow-motion non consenta di vedere l'efficacia dell'intervento del difensore.

Questo è un po' il problema. Quell che dicevo all'inizio dell'intervento era quello di compensare l'immediatezza del campo, poi l'importante è che quando si va in campo si vede, si giudica, si sente sempre col cervello. Cioè non si vede con gli occhi. Gli occhi sono uno strumento che ha il cervello per vedere le cose, ma non sono gli occhi a dominare ma il cervello. Quindi bisogna ottenere un risultato che sia visibile dal punto di vista delle immagini in modo immediato".


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Giovedì 23 aprile
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