Corbo: "Quale sarà il progetto Napoli con la partenza di Mazzarri? Nessuno lo conosce"
Antonio Corbo, editorialista de La Repubblica, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulle frequenze di Radio Gol: "La storia è bella per Mazzarri e anche per il Napoli, ma che lascia ai tifosi un po' di amaro in bocca: i napoletani ci sono rimasti male. Hanno del rammarico per quanto accaduto perché consideravano Mazzarri un amico, e se un amico crea uno strappo è un peccato. Umanamente, i tifosi, si sentono quasi traditi, a prescindere da questioni societarie e tattiche: i tifosi hanno dei sentimenti, e in questo lunedì si sentono feriti da Mazzarri.
Benitez è un nome molto importante, però ascoltando con attenzione Mazzarri c'era un finale già scritto: ha aperto il suo cuore alla verità, non poteva fare di meglio, ha detto, e stamattina ho capito che veramente non poteva fare altro perché ha spremuto il modulo e i giocatori. Ha portato al capolinea, quindi, una squadra, ha fatto il massimo con quei pochi giocatori che ha scelto, e tutti gli altri li ha bruciati e ci si è ritrovati senza ricambi. De Laurentiis fa benissimo a scegliere un allenatore di esperienza e di personalità, a proposito di Benitez, però mi preoccupa una cosa: si riscopre nella sua assenza un grande direttore generale. Ora Mazzarri è andato via, e la casa sembra vuota. Il progetto non esiste, al momento. Chi parte? Chi arriva? Il Napoli, oggi 20 maggio, non sa quanto vale: arriva un allenatore, e dovrebbe avere un personaggio che lo informa sulla squadra. El Kaddouri, per esempio, è un punto interrogativo: sarà anche un giocatore dalle grandi prospettive, ma non ha avuto tempo di dimostrarlo. Insigne, da quanto promesso a Pescara, che cosa è stato fatto per vedere se valesse veramente? A gennaio, per esempio: abbiamo visto Rolando, ma con tutti i giocatori che ci sono in Italia vai in Portogallo?
Mi sarebbe piaciuto, oggi, che qualcuno potesse dire che il progetto è chiaro nonostante la partenza di Mazzarri. E per vincere qualcosa bisogna avere gente con personalità. Bigon forse resta un modesto comprimario se non gli si da carta bianca: può avere talento, ma non gli si da il modo per sapere quanto vale, tant'è che quando va in televisione dice cose banali per non compromettersi. La società bisogna crearla sennò non si vince".