De Bruyne, quanti elogi: "Fa piacere, ma non mi sento diverso dai miei compagni"
Kevin De Bruyne non ama i piedistalli. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il centrocampista del Napoli ha risposto con equilibrio ai complimenti arrivati dai compagni di squadra. Scott McTominay ha dichiarato di sentirsi onorato di averlo in squadra, e Alisson ha scritto sui social che un giorno racconterà ai posteri di aver condiviso lo spogliatoio con lui. De Bruyne apprezza, ma ridimensiona: si considera un calciatore venuto a fare il proprio lavoro, non una figura diversa o superiore agli altri. La stessa persona di sempre, indipendentemente da ciò che ha vinto.
De Bruyne su Hojlund: "Può diventare un top player, ha qualità enormi — sa già che la palla arriverà"
Sul sodalizio con Rasmus Hojlund, De Bruyne è entusiasta ma pratico. Il danese aveva detto che giocare con lui è semplice: basta correre, perché la palla giusta arriva sempre. Il belga accoglie il complimento ma lo trasforma in principio tattico: ogni volta che un compagno si muove, il suo istinto è servirlo. Se smette di ricevere il pallone, smette di muoversi — e sarebbe un danno per tutti. Su Hojlund ha poi speso parole importanti: nonostante un periodo difficile al Manchester United, il centravanti danese sta dimostrando al Napoli tutto il suo valore. Per De Bruyne ha ancora molto margine di crescita davanti a sé.
De Bruyne: "Non mi sento un giocatore speciale — la mia carriera è il passato, voglio essere utile ai giovani del Napoli"
Alla domanda diretta — si sente un giocatore speciale? — De Bruyne risponde senza esitare: no. Riconosce di avere qualità, di aver costruito una carriera importante, ma rifiuta l'etichetta di fuoriclasse intoccabile. Quello che ha fatto appartiene al passato; ciò che conta ora è dare il massimo ogni giorno per sé e per la squadra. E se la sua esperienza può aiutare i compagni più giovani a crescere, tanto meglio. Una visione che racconta bene perché, a quasi trentaquattro anni, De Bruyne abbia scelto una nuova sfida invece di accontentarsi di chiudere in gloria altrove.