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Fabbroni: "Conte, che smacco da Mourinho! Su Sarri-Napoli ci sono novità"

di Francesco Carbone

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, il giornalista Mario Fabbroni ha fatto il punto sul futuro del Napoli e sulle possibili mosse del club dopo la fine del ciclo di Antonio Conte. Fabbroni ha tracciato un quadro complesso sia sul piano economico sia su quello tecnico, soffermandosi anche sulle strategie societarie e sui possibili risvolti della panchina azzurra.

Sarri, Conte e le strategie del Napoli tra presente e futuro

“Rispetto a quella porta chiusa nel ventre del Maradona dopo l’amara sconfitta del Napoli contro la Lazio si sanno molte più cose. Sarri avrebbe dato la disponibilità, con un contratto lordo da 5 milioni di euro. Cifra completamente differente rispetto a quanto preso da Conte. Il Napoli già risparmia 12 milioni che avrebbe dato Lukaku e sembra certo che risparmi l’ultimo anno di ingaggio di Conte. Stiamo viaggiando sui 25-30 milioni lordi di risparmio. Qualche ritorno eccellente ci sarà. Noa Lang per Sarri andrebbe benissimo.

Sul futuro di Conte cosa vedo? Piste estere poche, forse in Turchia. Se è vero che Maresca va al City e se De Zerbi si salva con il Tottenham, non vedo grandi panchine disponibili. Non ci sono grandi squadre che possono permettersi di spendere chissà quali soldi. Il Real Madrid ha preso Mourinho, uno smacco per Conte: era adatto per quella panchina. Tutto convergerebbe verso la separazione, io ero convinto che mantenesse la porta aperta a Napoli. Probabilmente non è ancora del tutto chiuso. Spero non ci siano confronti tra il Sarri dell’epoca e quello attuale. Vorrei evitare che i napoletani fingano o pensino che si possa tornare indietro. I giocatori sono differenti da quel Napoli di Sarri. Se Sarri sarà, facciamo uno sforzo tutti. Quel Napoli-Brugge cambiò il destino di Sarri. Fu fortunato nella sfortuna, perché fermò un treno in corsa. Era ormai dato per esonerato da tutti. Sembrava quasi lo Zeman dell’anno del Napoli più brutto della storia.

Il futuro di Allegri? La posizione di Allegri pesa, ma non sono così sicuro che, per esempio, alla Juventus pagherà solo Comolli. Spalletti teoricamente è legato alla Juve. C’è molto da vedere, non credo che certe storie siano finite. E poi c’è la Nazionale: a chi affidiamo la panchina? Nell’ottica De Laurentiis, se si rivolge a Sarri è per avere un uomo esperto che possa garantire la qualificazione in Champions. L’operazione Sarri è per la spending review, ma anche per accontentare i desideri della piazza”.


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