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Futuro Conte, Fedele: "Se va in Nazionale, il Napoli risolverebbe un problema"

di Antonio Noto

Nel corso di 'Radio Goal' su Kiss Kiss Napoli, l'ex dirigente Enrico Fedele ha analizzato il momento della squadra di Conte, soffermandosi sulle recenti prestazioni, sul peso degli allenatori e sulle prospettive future. Fedele ha ridimensionato l’entusiasmo, sottolineando come la Cremonese non rappresentasse un test particolarmente impegnativo. Secondo lui, la squadra azzurra è stata facilitata dagli spazi concessi dagli avversari, rendendo la vittoria poco indicativa in termini di reale crescita.

Il calcio italiano tra crisi e confronto europeo
L’analisi si è poi allargata al livello generale della Serie A, con toni critici. Valter De Maggio ha espresso tutta la sua delusione: "Abbiamo due fotografie… quella del calcio italiano con tutti questi scandali… Durante Milan-Juve, io mi sono addormentato… e poi un’altra fotografia, quella della partita Bayern Monaco". Fedele ha rafforzato il confronto sottolineando: "Un altro calcio con altri interpreti", evidenziando il divario con le grandi realtà europee. Secondo lui, il calcio italiano ha perso qualità e identità: "Il nostro è un calcio quarto o quinto in Europa, godiamoci le altre partite".

Il tema si sposta poi sugli allenatori, con una posizione netta: "Non guardate negli allenatori… senza calciatori non fanno niente". Fedele critica anche il cambiamento culturale del calcio italiano: "Avevamo un nostro mantra, la fase difensiva. Abbiamo voluto cambiare tutto, scimmiottare gli altri, ma sono vent’anni che non abbiamo talenti".

A questo si aggiunge un problema strutturale: "Molti presidenti non hanno campi, non fanno allenare i giovani. Non hanno una struttura". Una riflessione che punta il dito sulla carenza di investimenti nei settori giovanili e nell’organizzazione dei club.

Il futuro della panchina e i vincoli economici
Uno dei nodi principali riguarda il futuro di Conte. Per Fedele, l’incertezza è concreta e legata soprattutto a questioni economiche: "Il Napoli deve guardare al bilancio. I soldi della prossima Champions sono già impegnati, 80-90 milioni. Deve alleggerire il monte ingaggi e svecchiare la rosa».
In questo contesto, anche un possibile addio non è da escludere: «Se arrivasse la Nazionale o un club, risolverebbe un problema a De Laurentiis
".

Tensioni interne e ambiente fragile
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le dinamiche interne. Fedele parla apertamente di un clima teso: "C’è una grande frattura tra lo staff medico e l’allenatore, tra i preparatori e alcuni giocatori. Anche tra comunicazione e allenatore".

Identità e possibili ritorni
Infine, emerge il tema dell’identità tecnica, con il nome di Maurizio Sarri che torna a circolare. Una scelta che dividerebbe, ma che potrebbe anche essere accolta positivamente: "La gente si ricorda di aver visto un buon calcio… e quindi accetterebbe quella scelta".


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