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Giletti litiga con D'Alessandro e abbandona gli studi Rai: "Su Moggi fake news! Scudetto Inter è della prescrizione!"

di Antonio Noto

Il conduttore tv e grande tifoso bianconero Massimo Giletti abbandona gli studi di Rai 2 durante "Il processo al 90º". Nel corso della trasmissione andata in onda ieri sera, il giornalista Massimo D'Alessandro, in collegamento con lo studio, è intervenuto sulle polemiche post Inter-Juventus: "Molto divertente sentire juventini e interisti che litigano per queste ragioni, è gustosissimo. Chi ha fatto la figura peggiore è proprio Chivu, avrebbe dovuto dire anche mezza parola di condanna al suo giocatore e non lo ha fatto. Ha perso una grande occasione. Pensavamo fosse diverso dagli altri invece è esattamente come gli altri". Rivolgendosi allo juventino Giletti: "Vorrei dirgli una cosa: lui ha ricordato Calciopoli con i presidenti che chiamavano gli arbitri, ma io ti ricordo che c'erano anche i direttori generali che chiudevano gli arbitri negli spogliatoi".

Pronta la replica di Giletti: "Non è vero, stai dicendo un falso. Moggi non ha mai chiuso negli spogliatoi l'arbitro a Reggio Calabria, è una fake news. È agli atti". Ma D'Alessandro lo incalza con una provocazione: "Quindi era solo l'Inter colpevole, non la Juventus che poi è stata condannata? Lo scudetto dell'Inter è lo scudetto della prescrizione! Dato da una FIGC che era in mano ad un Commissario, Rossi, che sappiamo tutti con chi ha lavorato. È l'ennesimo scandalo perché all'Inter doveva andare molto peggio di com'è andata alla Juventus".

In studio scoppia il caos, le voci si sovrappongono, Giletti alza i toni: "Arrivederci, dai. Buona giornata! Sto parlando con persone serie? Lo scudetto dell'Inter, lo sanno tutti, è uno scudetto che ha scritto: prescrizione! I reati che faceva il sistema Inter erano peggiori di quelli che faceva Moggi, lo sanno tutti. Andate a leggere Palazzi, non ha voluto vedere le intercettazioni che riguardavano il signor Facchetti e l'Inter". Infine Giletti si alza e abbandona lo stuidio esclamando: "Andate a casa voi! Siete in malafede!".


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