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Gravina: "Alla politica non interessa la Nazionale! Dimissioni? Un atto d'amore"

di Pierpaolo Matrone

Dopo le dimissioni, Gabriele Gravina passa al contrattacco. In una lunga intervista pubblicata sul Corriere della Sera l’ormai ex presidente della FIGC tira in ballo la politica, la gogna mediatica dopo il ko contro la Bosnia e non risparmia qualche frecciatina anche ai calciatori: “Evidentemente ho sbagliato io due rigori contro la Svizzera, tre palle gol contro la Bosnia e sbagliato due rigori. Forse mi sarei dovuto allenare di più…”.

Gravina considera le dimissioni “un ultimo atto d’amore verso il calcio dopo una promessa non mantenuta”, ma non perde occasione per prendersela con la politica: “Non tollero di essere definito un indegno. Nessuno può permettersi certe patenti di moralità. Parlo di Abodi? Non faccio nomi. Ognuno si qualifichi per quello che è e che si sente” e ancora: “In Germania hanno una visione lungimirante che da noi non esiste. In Italia della Nazionale frega solo ai tifosi. Agli altri, compresa la politica, serve solo per rivendicare quando le cose vanno male forme di posizionamento personali”.

Infine Gravina ha ammesso che stava comunque pensando alle dimissioni, a prescindere dall’esito del match con la Bosnia: “Già avevo pensato di farmi da parte per i vincoli, i legami e gli impedimenti che frenano la crescita e lo sviluppo del movimento. Tutto ciò è frustrante. Alla fine ho scelto di rimanere e accettato questa via Crucis. Adesso quasi vivo da recluso tra casa e Federazione”.


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