Iannicelli: "Stagione fallimentare! Fallire anche l'altro obiettivo sarebbe catastrofico"
Nel corso di 'Campania Sport' su Canale 21, è intervenuto il giornalista Beppe Iannicelli: "Dalla eliminazione precoce Champions il mio giudizio sulla stagione del Napoli è stato fallimentare, ho usato un aggettivo molto pesante. Un aggettivo che ho usato a caldo nei ragionamenti delle ore successive e che ripeto oggi, perché il vero obiettivo del Napoli in questa stagione non era bissare lo scudetto, il vero obiettivo del Napoli era crescere in Europa, tradotto andare avanti il più possibile in Europa, che significava cercare di entrare, per esempio, nel numero delle prime otto, sfondando un tetto di cristallo che il Napoli, nella sua storia, non è riuscito ad ancora diventare protagonista in quel tipo di contesto.
Anche nell'anno meraviglioso con Spalletti, ricorderete, si fermò in Europa al cospetto del Milan. Quindi, partendo da questo fallimentare che ho usato con piena consapevolezza. Dico che adesso siamo nella fase in cui bisogna salvare il salvabile, cioè abbassare il livello degli obiettivi e far diventare l'obiettivo più importante entrare nelle prime quattro di Champions. Perché fallire anche questo obiettivo sarebbe davvero catastrofico anche dal punto di vista economico, organizzativo e gestionario del club. Direi che il Napoli ha dato una risposta importante, cioè dopo l'eliminazione precoce dalla Champions, con il paneggio di Copenaghen e la sconfitta casalinga contro il Chelsea, c'era forte il rischio che il gruppo potesse disunirsi, che gli infortuni finissero per diventare un alibi che giustificava tutto quello che è successo di negativo nella competizione europea. Direi che da questo punto di vista il Napoli ha rassicurato tutti, perché ha vinto due partite spigolose, complicate; ieri è stato accompagnato anche da quel pizzico di fortuna che nelle cose della vita serve. Ricordo che Seneca ci diceva che la fortuna è il talento che incontra l'occasione e il gruppo ha fatto resilienza, è rimasto compatto, è fedele al suo allenatore. Non era del tutto scontato, abbiamo qui tre grandi ex calciatori e sappiamo quanto a volte aver fallito l'obiettivo della stagione poi rischia di avere una ripercussione negativa su tutto quello che succede dopo, per cui in questo momento il discorso scudetto è assolutamente improponibile, ma come ci diceva un poeta bisogna puntare alla luna, alla peggiore delle circostanze, e potrà succedere di atterrare tra le stelle.
Quindi il Napoli deve adesso far punti, punti, punti, punti, andare avanti in Coppa Italia e naturalmente poi affidarsi a quello che sarà il verdetto del campionato, sapendo che comunque poi andrà fatta una riflessione molto seria sulle scelte di mercato estive. Perché un giocatore lo puoi sbagliare, due giocatori puoi sbagliarli, ma aver sbagliato completamente i tre calciatori che hai acquistato nel mercato estivo spendendo una barca di soldi, soldi importanti veri, messi sul piatto nel momento in cui questi giocatori servivano ed erano già in ritiro con il Napoli, beh, è qualcosa di cui l'allenatore, chi ha la responsabilità del mercato, la guida della squadra e del club dovrà comunque tener conto in buona evidenza. Così come, e finisco il ragionamento, sulla gestione dell'organico, perché io resto dell'idea che Vergara non è diventato calciatore nel giro di 15 giorni o di 20 giorni. Noi per vedere in campo Vergara abbiamo dovuto attendere che cadesse addirittura l'asteroide, cioè che significasse una serie di infortuni e di circostanze che hanno quasi, 'costretto' il tecnico a scegliere Vergara. E questo non può andare bene, secondo me, perché tu questo giocatore l'hai visto, l'hai voluto con te nel gruppo. Secondo me qualche minuto in più forse a Vergara o chi per lui, e chi per lui nei mesi di settembre, ottobre, novembre, dicembre forse avrebbe potuto evitare questa caterva di indisponibilità che va ben al di là di quella che è la normalità di una stagione di un club di vertice. Quindi è un momento molto delicato in cui però il campo sta dando delle risposte positive, perché, ripeto, vincere una partita come quella di ieri sera secondo me è una risposta positiva, ma che nulla toglie poi all'analisi di contesto che dobbiamo già fare adesso e che andrà fatta poi severamente a fine stagione".