.

Inter, Marotta sul caso arbitri: "Amarezza ma anche tranquillità. Non c'è nulla da temere"

di Antonio Noto

Il presidente dell'Inter Beppe Marotta ha parlato ai microfoni di Sky Sport della vittoria del 21° Scudetto: "Emozioni grandissime, per un professionista nato nel calcio vincere uno scudetto da presidente è qualcosa di straordinario e penso ai presidenti che mi hanno preceduto e che sono sicuramente più degni di me. Pellegrini, i Moratti, Steven Zhang e gli altri… Volevamo vincerlo, è dedicato ai nostri tifosi e alla nostra proprietà, presente in modo silente e che ci ha permesso di lavorare bene. E soprattutto è per Chivu e la squadra, che si sono meritati questo scudetto".

Il lavoro della società quanto è importante?
"Completa il lavoro dell'allenatore e della squadra. Noi dobbiamo supportarlo, io poi sono per principio contrario agli esoneri a stagione in corso. Siamo partiti con difficoltà, anche se le sconfitte non erano arrivate con prestazioni negative. La prerogativa è stata di avere coraggio di puntare su un allenatore che magari non aveva nomea di esperto ma che ha dimostrato di essere bravo. Il coraggio di puntare su di lui è stato facilitato da una proprietà che ci ha assecondato".

L'Inter è la squadra con l'età media più alta del campionato...
"Quest'anno abbiamo iniziato a investire su qualche giovane. La stagione prossima cercheremo di aggiungere innesti giovani perché ci crediamo, anche se solo coi giovani non si vince. Serve il giusto mix, serve cultura della vittoria. E' questo il nostro obiettivo, così come prendere quei giocatori italiani che potranno rappresentare la continuità con l'attuale zoccolo duro di italiani".

Sul caso arbitri, quali sono le sensazioni attuali?
"C'è grande amarezza. Io ripeto quanto detto, non esiste un elenco di arbitri graditi o sgraditi. Noi siamo sempre stati corretti, abbiamo rispetto per gli inquirenti e siamo tranquilli, non abbiamo nulla da temere. Non serve aggiungere altro".


Altre notizie
PUBBLICITÀ