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Juve, Spalletti: "Su Cabal è rigore tutta la vita, ma la cosa che non va bene è un'altra"

di Antonio Noto

Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, ha commentato ai microfoni di DAZN il pareggio casalingo con la Lazio. 

Anche oggi un errore che porta al gol della Lazio e vi complica le cose. La Juventus è la squadra in testa alla classifica per errori che portano ad un gol, sono nove. Come spiega questo aspetto?
"Probabilmente è colpa delle richieste che gli si fanno, perchè poi io durante questo periodo gli ho sempre chiesto che qualsiasi palla recuperata deve essere giocata, che bisogna dargli un verso, che non deve essere buttata via, che dobbiamo cercare questo influenzarsi sul gioco, questo di riuscire a uscire anche sotto pressione, di alzare quello che deve essere il livello del calcio, il livello di qualità. Poi naturalmente in tutte queste richieste bisogna riuscire ad anticipare quelle che sono le situazioni di pericolo, spesso bisognerebbe riuscire a vedere due cose insieme, invece noi ogni tanto ne vediamo una sola e quello lo paghiamo a caro prezzo. Però, poi, un errore si può fare. Locatelli fino a questo momento è stato fortissimo, è stato uno dei migliori che abbiamo avuto come rendimento, per cui una palla persa non è che debba precludere...perchè poi si può andare a vedere quella che è stata la finalizzazione, come abbiamo chiuso su chi ha tirato in porta, la sfortuna della deviazione, queste cose nel calcio succedono. Quello che vince noi ci dobbiamo portare dietro è la rezione che ha avuto la squadra, la prestazione che ha fatto la squadra. E' chiaro che poi quando si alza il ritmo, quando subentra la pressione di dover ribaltare un risultato, non bisogna tradurlo in frenesia, bisogna soltanto aumentare la velocità di trasmissione, la velocità di percezione, di dove bisogna andar,e di dove bisogna portare questo pallone, di fare un tocco di meno, però non facendo un po' di confusione. Invece anche stasera, noi siamo stati fortissimi, bravissimi, e poi le caratteristiche, qui e là, però ci sono molte azioni che potevamo portarle in fondo, invece questo alzare il ritmo e il livello, lo facciamo. debordare in quella che è un po' di confusione".

Rigore su Cabal?
"E' una cosa che il direttore di gara può interpretare come vuole, perché il difensore fa un gesto imprudente. Ma io non sono qui a dire se era rigore o no, mi interessa relativamente perché sono episodi che capitano. Io però allargherei il discorso, lo farei più completo: ormai si va tutti a protestare su quelle che sono le regole che ci sono. C'è sempre l'interpretazione, quello che non vede nessuno: bisogna sempre valutare la situazione, non si può generalizzare. Anche stasera in campo eravamo in 22 più uno, quello non professionista era l'arbitro. Va fatta una riforma, perché sono gli unici precari dello stadio. Tutti devono essere professionisti, perché è troppo importante e poi si va a sempre a parlare di questo anche se non lo voglio fare. L'altra domenica Abisso ha fatto bene, perché la regola dice che se prendi la palla di mano è rigore, è lì che bisogna ragionare perché se non se accorge nessuno... E' la rigidità che non va bene. Se si va così quello di stasera è rigore tutta la vita, perché il difensore crea un danno: ma la cosa che non va bene è che l'unico che non è professionista in una partita come questa è l'arbitro. Lui deve andare a casa e pensare a certe cose, per valutare se fa ancora questo lavoro o no. Io ho provato a interessarmi delle situazioni e questa è una cosa che crea squilibrio".


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