La suggestione di Garlando: “Vorrei Guardiola allenatore della Nazionale!”
Nel corso della trasmissione Un Calcio alla Radio su Radio Napoli Centrale, il giornalista Luigi Garlando ha analizzato il tema del futuro commissario tecnico della Nazionale italiana, allargando il discorso anche ad altre possibili opzioni. Tra i nomi citati, oltre ai più discussi, Garlando ha inserito anche Gasperini, evidenziandone le qualità nella valorizzazione dei giovani e nel lavoro svolto all’Atalanta. Non sono mancate considerazioni critiche su altri profili, così come una suggestione affascinante ma difficilmente realizzabile legata a Guardiola.
La rifondazione del calcio italiano
"Chi preferirei come CT? Io aggiungo anche Gasperini. Sa lavorare con i giovani, all'Atalanta ha lanciato la rivoluzione; è vero che ha bisogno di lavorare nel quotidiano e mi sembra però che il suo rapporto con la Roma si sta sfilacciando. Scarterei Allegri per proposizione di gioco; Mancini mi sembra uscito dal giro; Baldini? Non ho grande stima e come gestione delle situazioni. Sta facendo bene con l'Under 21. Mi piacerebbe Guardiola. Ha chiuso il suo percorso con il City. Questa suggestione piace molto, sarà utopia.
Da chi ripartire? Donnarumma, Tonali e Calafiori riconfermerei. Pisilli, Palestra, Pio deve crescere tanto ma è imprescendibile. Barella ha ancora qualcosa da dire. Ndour è da seguire con attenzione, ha fatto un bel processo di maturità. E anche Fagioli. E poi c'è da prendere gli esterni, non abbiamo con i galoppottatori di pancia con i quinti. Servono giocatori tecnici e offensivi. Bernardeschi e Zaniolo? Delitto non portarli. È stato un grave errore id Rino Gattuso. Ci sono tre parametri da valutare… La velocità sprint di un giocatore. Siamo indietro.
La velocità della palla, che in Italia è il 30% inferiore alla Champions e Premier. E poi anche dribbling. Noi giochiamo un altro calcio, siamo fermi. In Europa si gioca un altro calcio. Siamo morto. La Germania ha aperto 10 centri federali, significa monitorare giocatori; serve un protocollo di allenamento, meno tattica, più tecnica. Gli allenatori di base devono essere pagati di più e allenare i ragazzi. Serve una rifondazione. La Germania nel 2010 è cresciuta, poi nel 2014 è diventata Campione del Mondo. Se cambi solo il presidente di FIGC e allenatore non cambia nulla”.