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Maglie autoprodotte, Valentina De Laurentis: "Papà visionario, vi racconto le difficoltà"

di Daniele Rodia

In una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Valentina De Laurentis, figlia del n.1 del club Aurelio, ha raccontato il successo dell'auto-produzione delle magliette, uno dei fiori all'occhiello del club azzurro. 

Gli effetti non si svelano, immaginiamo, ma diciamo che aver venduto 700mila maglie rappresenta un valore quadruplicato rispetto al passato.
«Siamo stati coraggiosi, ci siamo tuffati in un mare magnum tempestoso, l’abbiamo attraversato con grandi bracciate: non è facile attrezzarsi tra il Bangladesh, la Cina, la Turchia e chiaramente l’Italia. E affrontare i dazi ma anche avere collegamenti internazionali in un settore che non ci apparteneva. Papà è un manager davvero straordinario, il visionario che viene raccontato ma anche di più, però quello era un pianeta nuovo per lui e figurarsi per me».

Tra il babbo, due fratelli, il suo compagno Antonio Sinicropi — braccio destro di Manna — e due figli. Meno male che c’è la signora Jacqueline, sua mamma.
«Che puntualmente, quando si parla di calcio, e succede sistematicamente, si defila, lasciandomi nel mischione. Dove, confesso,ci sto bene: io sono la “selvaggia” di casa, anticonformista che potrebbe uscire anche in ciabatte».

Non si direbbe: il Napoli, nel suo abbigliamento, ha un’eleganza raffinata.
«La fusione con le idee di EA7 ha creato una linea che varia e continua a conquistare. Papà chiamò immediatamente Armani, quando volle inseguire questa nuova via, e devo dire che ci ha visto giusto. Io ci metto del mio, ma con la riservatezza e l’umiltà che mi appartengono: sono timida, anche se mi sto sciogliendo, non so travestirmi da impostora, non è nelle mie corde».


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