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Marolda: "Conte ottimo come tecnico, mi convince meno quando si occupa di tutto"

di Fabio Tarantino

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Ciccio Marolda, giornalista. “Napoli-Torino? Non sarà una partita facilissima, anche se resta alla portata del Napoli. Sono gare particolari, anche per via degli orari sempre più strani del calcio moderno. Oggi si gioca a qualsiasi ora, dalla mattina alla sera, e spesso non si riesce nemmeno a stare dietro a tutte le partite. Il calcio ormai si è completamente venduto agli interessi economici e ai diritti televisivi. I tifosi e gli appassionati devono adattarsi: ci sono troppi appuntamenti, troppe gare e diventa difficile persino seguirle tutte. Una volta riuscivo ad avere tutto sotto controllo, adesso ci sono momenti in cui non riesci nemmeno a vedere le partite.

Il Torino? Non bisogna dimenticare che ha cambiato allenatore e quando succede spesso la squadra ritrova nuove motivazioni. Arriva anche da una vittoria e questo significa che l’ambiente è diverso. È una squadra che può dare fastidio, anche se molto dipenderà dal Napoli. 

Simeone grande ex? Mi viene in mente anche Zapata, che è stato un ottimo calciatore e che in passato ho visto allenarsi spesso da parte, fuori dalle rotazioni. Era una situazione che faceva un po’ tristezza. Poi c’è Simeone che torna al Maradona: per lui sarà sicuramente una partita speciale. 

Il Napoli resta un’incognita, perché è una squadra che arriva ancora una volta in emergenza e bisogna capire se riuscirà a mantenere un ritmo costante durante la partita. Servirà attenzione nelle marcature e grande concentrazione. Il Napoli quest’anno è stato costretto a convivere con tante difficoltà, ma va dato merito a questo gruppo che si sta sacrificando tantissimo. Sono giocatori volenterosi, che stanno dando tutto dal punto di vista fisico per tenere la squadra in alto.

Obiettivo stagionale? La partita di oggi è importantissima perché il Napoli ha l’occasione di avvicinarsi al Milan. Se vuoi arrivare quarto e conquistare la Champions League devi puntare il più in alto possibile, magari anche al secondo posto. Il primo secondo me è già assegnato da tempo. Il quarto posto resta l’obiettivo minimo ma anche massimo per questa stagione. Significa Champions League e significa anche garantire al club entrate economiche fondamentali.

Anguissa e De Bruyne? Tornano dopo infortuni molto importanti, quindi servirà prudenza. Quando stai fermo così tanto tempo il rischio di ricadute è sempre dietro l’angolo. Sono giocatori troppo importanti e bisogna gestirli con attenzione per averli al meglio nel finale di stagione.

Futuro di Conte? Difficile fare previsioni. Non so se lo sappiano già nemmeno lui e De Laurentiis. Personalmente credo molto nella continuità tecnica, che è sempre un fattore positivo per una squadra. Conte come allenatore da campo mi è piaciuto molto, soprattutto quando ha saputo trovare soluzioni in piena emergenza e ha tenuto il Napoli in corsa per la Champions. Quello che mi convince meno è l’idea di un Conte che debba occuparsi di tutto, dal mercato alla gestione generale. Meglio che faccia l’allenatore e che il resto lo gestiscano dirigenti e società”.


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