Nainggolan: "Dicevano che senza bere o fumare avrei giocato nel Real. E la felicità?"
Radja Nainggolan, ex centrocampista di Roma e Inter, è tornato a far parlare di sé con la consueta schiettezza durante un’intervista rilasciata al podcast Sportium.fun. Il belga, attualmente in forza al Patro Eisden, ha ripercorso in particolare il periodo trascorso nella Capitale sotto la guida di Luciano Spalletti, soffermandosi anche sul proprio stile di vita, spesso considerato il limite principale della sua carriera. Il “Ninja” ha difeso con orgoglio le proprie scelte personali: "Dicevano che se non avessi bevuto o fumato avrei potuto giocare nel Real Madrid, ma senza il mio stile di vita non sarei stato felice e non avrei reso come ho fatto", ha spiegato. Nonostante il legame viscerale con l’ambiente giallorosso, la sua avventura nella Capitale si concluse con l’arrivo del direttore sportivo Monchi, deciso a smantellare il vecchio blocco e ricostruire la squadra.
Il confronto con Monchi e l’addio alla Roma
Il rapporto con il dirigente spagnolo si rivelò tutt’altro che idilliaco, e Nainggolan decise di prendere in mano il proprio destino per non subire passivamente le scelte del club. "Sarei potuto restare, ma gli dissi che non avrei potuto salutarlo ogni giorno; non volevo fingere di essere un amico", ha ricordato il centrocampista, spiegando così i motivi della rottura definitiva. Questa presa di posizione accelerò inevitabilmente il suo addio alla Roma, segnando la fine di un capitolo importante della sua carriera.