Panchina Napoli, Chiariello: "Oltre tre motivi, faccio fatica ad accettare Allegri"
Il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo consueto "Punto Chiaro" ai microfoni di Radio CRC: "Dobbiamo dedicarci all’identikit dell’allenatore del Napoli. “Una delle persone più accreditate, stimate, conosciute, ma a livello internazionale, tra i protagonisti e gli attori del calciomercato, il figlio di Gianni Di Marzio, che ormai vive di luce propria da molti anni, Gianluca Di Marzio, il quale ha spiegato i cinque motivi, cinque, per cui Massimiliano Allegri rappresenterebbe un profilo ideale per il Napoli. Ha lavorato già con Manna, quindi c'è un rapporto solido col direttore sportivo, altro che Conte, che a Manna l'ha mandato letteralmente al manicomio. Io ricordo l'anno scorso, per dover prendere Milinković-Savić, che pressioni ha subito Manna, che non voleva spendere quei soldi. Il rapporto tra Manna e Allegri è solido e buono. Hanno lavorato già insieme a Torino e Manna con Allegri si è trovato bene, anche perché dicono che Allegri, al di là della panchina, dell'uomo di campo, dell'allenatore, per meglio dire, sia una persona simpatica, gradevole, piacevole, battutista. Insomma, l'uomo che vediamo spesso tarantolato in panchina, che butta via il cappotto, la giacca, che si straccia i vestiti, che fa botte con la gente, fuori dal campo pare che sia tutt'altra persona. Comunque, Manna con lui ha un rapporto solido. Ha la stima di De Laurentiis, non da oggi, anche se quando lo chiamò Allegri fece quasi una lezioncina di calcio che non piacque proprio al presidente. Non gli piacque essere trattato come un discente, perché Allegri è verboso, sappiamo, è livornese, un fiume di parole. Però non è da oggi che De Laurentiis pensa ad Allegri per la panchina azzurra.
Il terzo motivo, secondo Di Marzio, è la compatibilità tattica della rosa. Tutto sommato il sistema di gioco adottato da Conte non è tanto dissimile da quello adottato da Allegri. Difesa a tre di base. Lui gioca col centrocampo a tre. Ha fatto quest'anno un 3-5-2 e anche negli ultimi anni ha spesso interpretato il 3-5-2, ma quando aveva ovviamente i “bastard boys”, che è un complimento, signori, sia chiaro, io ho letto questa definizione, non è mia, ma perché erano tosti, erano rognosi, difensori arcigni: Barzagli, Bonucci e Chiellini con Buffon in porta. Quando c'erano le 3B: Buffon, Barzagli, Bonucci più Chiellini, li chiamavano la BBBC e giocava con la difesa a tre. Chiaramente ha vinto cinque scudetti consecutivi basandosi sulla forza della sua difesa. Innanzitutto giocava col centrocampo a tre perché Pirlo non lo lasciava solo con un compagno in mezzo al campo e giocava spesso con le due punte, di cui una di sacrificio. Il 3-5-2 che a Napoli non è molto riproponibile, però a Napoli semmai potrebbe fare il 3-4-3 o il 3-4-2-1 che ha usato Conte quest'anno, o il 3-5-1-1, chissà. Cioè, De Bruyne dietro e Neres, Vergara, Aldison, Lang che rientra, le ali le buttiamo via? Quindi questa compatibilità con la rosa dove sta? Io non la vedo. Io non la vedo. Oppure gioca 4-3-3, 4-4-2, non ne ho proprio idea, perché poi Allegri non ce l'ha un sistema di gioco definito, cambia in base agli uomini che ha, che è un vantaggio. Uno svantaggio? È duttile, che è un vantaggio, ma non è un allenatore identitario, non ha una sua identità tattica precisa che tu sai che è quella. Ma la famosa compatibilità tattica della rosa la vede Di Marzio, io personalmente faccio più fatica a vederla.
Il quarto motivo, anche perché ha detto De Laurentiis, è che il prossimo allenatore magari dei giocatori di ritorno, non valorizzati nel sistema contiano, possono trovare spazio. E allora chi? Lang può trovare spazio e si gioca con le ali, sì. Marianucci e Rafa Marin nella difesa a tre si possono avvicendare. Beh, ma che fine fa Buongiorno? Diventa finalmente centrale di difesa, non solo centrale nel progetto italiano? Si sa che la difesa è a quattro e farebbe l'alternanza con Rrahmani. Per me è molto più compatibile tatticamente Italiano con questa rosa, devo essere sincero. Però l'esperto è ottimo, Di Marzio dice che c'è compatibilità tattica e, come diceva Shakespeare nel Giulio Cesare, “Bruto è uomo d'onore” e bisogna credere a Bruto. Quindi Di Marzio è uomo d'onore, bisogna dare credito a Di Marzio. Faccio fatica, ma gli voglio dar credito. Il quarto motivo è l'esperienza a subentrare. Specie a Conte. Non solo non è andato al ristorante con i dieci euro, ma si è seduto al tavolo dei ristoranti importanti, stellati, andando in finale di Champions due volte, vincendo cinque campionati e quattro Coppe Italia. Però stiamo parlando della preistoria ormai, perché parliamo di otto-nove anni fa. L'ultimo scudetto di Allegri è targato 2018. Sì, 2018. Nel 2019 vince Sarri, quello scippato a noi dagli errori arbitrali, quello che non meritava mai di vincere, mai nella vita. Quello è lo scudetto dove Allegri schierò come attacco Calvarese, Orsato e non mi ricordo chi, Mazzoleni. Sì, sì, sì. Un attacco meraviglioso, potentissimo. Orsato bomber, Calvarese alla Cuadrado, tuffatorissimo. Insomma, Allegri quell'anno lo scudetto non lo meritava, ma lo vinse. Cinque di fila. Dice la storia: premia i vincitori e hanno sempre ragione i vincitori. Io non la penso così, ma pazienza.
Il quinto motivo è che lui è bravo a subentrare. E questa è la speranza. Poi la vera speranza è questa: che lui abbia le spalle larghe, e ce le ha, il carisma, e ce l'ha, la forza necessaria fisica, mentale, di reggere il confronto con uno spogliatoio che, attenzione, non è devoto a Conte. Perché il grande lascito di Conte, che tutti sottovalutano, sapete qual è? Esattamente l'opposto di Mourinho. Mourinho, che è un passatista, se vogliamo, dal punto di vista del gioco, ha un grande pregio: è un uomo affascinante, ammaliante. Il gruppo squadra lo ama a dismisura. Quando Mourinho va via, la gente piange. Quando arriva Benitez all'Inter dopo di lui, toglie tutti i quadretti di Mourinho. Quelli chiamavano Mourinho, avevano la chat con Mourinho, amavano Mourinho. “Ah, questo non è Mourinho, non sa fare come Mourinho”. Mourinho, per chi va dopo di lui, è una mola bugiarda. Ti devi togliere il dente perché devi conquistarti un gruppo che ama il predecessore, come Garcia si è trovato un gruppo che amava Spalletti alla follia perché si divertivano con Spalletti. Come Ancelotti ha trovato un gruppo che era legato a Sarri in maniera straordinaria e Insigne diceva: “Ma io gioco così bene là, perché mi deve cambiare ruolo?”. E non lo faceva per cattiveria, proprio non ce la faceva. Invece Conte ha un lascito meraviglioso: il gruppo non lo sopporta più per i suoi sistemi stressanti, quindi l'arrivo di un nuovo allenatore fa respirare. Ah, e poi Allegri non è sto faticatore eccezionale, non è uno di quelli che in allenamento ti massacra, tutt'altro. Vivi e lascia vivere. Viene accolto bene. Perciò è un bravo continuatore, perché c'è una discontinuità netta tra lo stress di Conte e l'ammaliamento di Allegri, che è simpaticone, fa i giochini. Io ho visto gli allenamenti di Allegri su Netflix, la serie della Juventus dove Allegri allenava, e l'ho osservato con attenzione. È simpatico coi giocatori, li fa divertire, si allenano poco, però li fa divertire. Quindi è continuatore e in questo caso la discontinuità con Conte sui sistemi di allenamento, per la squadra, è respiro, quindi è manna dal cielo. E il quinto è il fatto, dice Di Marzio, dei precedenti contatti di mercato, cioè il fatto che sia stato sempre tenuto in caldo è un fattore positivo. Non so quale possa essere questo fattore positivo, non l'ho capito.
Insomma, di tutti questi motivi che ho elencato, a me molti non convincono. Ce n'è uno solo che mi convince, o forse due. Due sicuramente, anche tre. Allegri in Europa fa meglio di Conte, è storia. Allegri è discontinuità rispetto a Conte nei sistemi di allenamento e questo permette di sedare il clima caldo della squadra, che è stanca degli allenamenti di Conte. E terzo, ha le spalle larghe, i titoli abbastanza sufficienti per avere carisma anche verso la piazza, seppure a Napoli non lo ami nessuno. Ma oltre questi tre motivi, onestamente faccio fatica ad accettare Allegri come allenatore del Napoli, pur sapendo che dal giorno in cui lui diventa allenatore del Napoli, lui diventa il mio allenatore. Non gli farò nessuno sconto, ma neanche nessun preconcetto. Valuterò il lavoro per quello che sarà e per la qualità dei risultati che evidenzierà".