.

Paradiso: "Klopp? Non me ne voglia Conte, ma qui sarebbe uno spettacolo!"

di Fabio Tarantino

Angelo Paradiso, ex giocatore del Napoli, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video. "Voglio firmare 2-3 mila volte per far venire Klopp a Napoli, non me ne voglio Antonio Conte, ma Klopp è Klopp. Sarebbe uno spettacolo."

Ritornando sulla partita di Parma: il Napoli nella prima parte del match non è stato brillante. L’utilizzo dei quattro “Fab Four” insieme probabilmente non è ancora al cento per cento. Secondo te è necessario usarli insieme oppure è possibile vedere un’alternanza, ad esempio con Alisson Santos al posto di Anguissà?

"Il discorso è che quando giochi contro una squadra come il Parma, che gioca in undici in porta, tu devi mettere giocatori che saltano l’uomo. Quindi un giocatore come Alisson è indispensabile per una partita così. A me dispiace vedere squadre come il Parma che giocano per il pareggio, per non perdere, quando poi vedi certe partite in Premier League. Invece qua vedi ancora squadre che giocano in dieci dietro la linea della palla e questo rallenta anche le squadre di livello, soprattutto quando vanno a giocare in campo internazionale. Secondo me in queste partite devi mettere il giocatore che salta l’uomo, quello che ha lo spunto in velocità, perché sennò fai fatica. Anche se sono quattro fuoriclasse, c’è troppa densità a centrocampo e non c’è nessuno che salta l’uomo. Quindi devi ragionare anche in base all’avversario."

Antonio Conte, soprannominato “ammazza campionati”: possiamo dire che a Parma ha avuto poco coraggio?

"Sì, come dicevo prima, se vuoi giocare con tutti i fuoriclasse togli un difensore e aggiungi una punta, anche perché contro squadre che si difendono in dieci è difficile che ti facciano gol. Tu devi creare situazioni: gol, punizioni, rigori, calci d’angolo. Per fare questo devi inserire giocatori forti tecnicamente, altrimenti fai fatica. Giocare per difenderti non ha senso. Io stimo tanto De Laurentiis, però il calcio è cambiato: i top club vincono perché attaccano, non perché difendono. La fase difensiva la puoi allenare, ma quando trovi squadre chiuse devi avere sempre una punta in più."

Puoi ripetere il concetto sul fatto che si vince difendendo o attaccando?

"Sentivo il presidente dire che si vince difendendo, ma secondo me nel calcio moderno vinci se attacchi. La difesa la puoi allenare anche in inferiorità numerica, ma devi abituare l’attacco a fare la differenza. In campo internazionale trovi attaccanti forti e devi essere pronto. E poi ti capita anche la squadra come il Parma che si difende e basta: lì l’attacco è fondamentale. Il calcio è cambiato, oggi attaccano tutti."

Come vedi le dichiarazioni di Conte e De Laurentiis sul futuro? È una partita a scacchi?

"Le dichiarazioni di Conte sono come quelle di un manager che fa capire di avere offerte: secondo me è una mossa psicologica per avere più potere sugli acquisti e sul futuro. De Laurentiis però non è uno che sta a guardare: è una persona di grande personalità. Magari lascia passare una, due, ma poi risponde. Se perdi Conte, non devi puntare su scommesse. Il Napoli è una realtà consolidata e deve prendere allenatori internazionali. Klopp, ad esempio, può riportare il Napoli a essere grande in Europa. Con tutto il rispetto per altri profili, Napoli non è una piazza per scommesse: è un club che vince da anni e i tifosi vogliono un salto di qualità anche a livello internazionale."

Rasmus Højlund è stato un attaccante in chiaroscuro: utile nel lavoro sporco ma poco prolifico. Come lo giudichi?

"Højlund ha caratteristiche particolari, è molto forte fisicamente. Però quando giochi contro squadre chiuse fa fatica, a meno che non trovi profondità. È difficile trovare spazi contro difese basse. È anche una questione di partite: l’allenatore deve scegliere in base all’avversario. Io avrei giocato più con Alisson, che salta l’uomo e non dà punti di riferimento. Højlund invece, con la sua presenza fisica, dà un riferimento ai difensori. Può aver fatto fatica anche per questo, ma resta un giocatore di prospettiva."

Il Napoli deve rinnovare gli esterni per la prossima stagione?

"Assolutamente sì. In Italia trovi tante squadre che si difendono, quindi devi puntare su esterni che saltano l’uomo, bravi nell’uno contro uno. Questo ti dà più soluzioni anche in campo internazionale. Oggi la differenza la fanno gli esterni e la tecnica. La fase difensiva la puoi allenare, ma il giocatore forte lo devi mettere nelle condizioni di divertirsi e fare la differenza. Se si diverte, poi ti aiuta anche in difesa."

Come vedresti Zaniolo al Napoli?

"Zaniolo l’ho seguito molto alla Roma, era un giocatore fortissimo, spaccava le partite partendo dall’esterno. Bisogna vedere oggi come sta, sembra rinato. È un ottimo profilo, ma io punterei su giocatori che saltano l’uomo, come Alisson. Sono quelli che fanno la differenza, che creano superiorità numerica. Zaniolo può giocare anche largo, ma io suggerirei di cercare giocatori più imprevedibili, soprattutto contro squadre che giocano ancora in modo difensivo."

Un ascoltatore dice: Conte usa i “Fab Four” per essere più coperto, sacrificando l’attacco. Sei d’accordo?

"Sono d’accordo: però quando ti giochi lo scudetto contro squadre come il Parma devi attaccare, non difendere. I dati parlano chiaro: se vuoi vincere devi segnare. Non puoi pensare solo alla copertura."

L’Inter sta vincendo lo scudetto: perché?

"L’Inter lo sta vincendo contro le piccole: le ha dominate tutte. In questi campionati la differenza la fanno le partite contro le squadre più deboli. Se giochi sempre con un uomo in più offensivo hai più possibilità di vincerle. Le piccole giocano tutte per non perdere, quindi devi costruire una squadra che sappia vincere quelle partite. È lì che si decide il campionato."


Angelo Paradiso a Napoli Nel Mondo
Altre notizie
PUBBLICITÀ