Pastore: "Conte vincente solo per noi, non per De Bruyne e l'estero! Calcio noioso..."
Nel corso di Cronache di spogliatoio, il giornalista Giuseppe Pastore ha commentato le parole di Kevin De Bruyne su Antonio Conte: "Una delle favole più importanti si conclude con il bambino che vede l'imperatore sfilare in mutande, nessuno ha il coraggio di dirglielo ed il bambino dice 'il re è nudo!". Il Re è nudo l'ha detto De Bruyne dal Belgio, come spesso accade ai giornalisti quando rientrano in nazionale liberi da uffici stampi. Dopo una brutta stagione, tanta amarezza, ha detto in maniera chiara meno male è andato via Conte. Certo, non sarà stato collaborativo, la risposta di Stellini non mi è piaciuta, non sarà stato molto disponibile, ma De Bruyne ha sottolineato che le premesse erano altre, erano state fatte altre promesse sulla qualità del gioco. In Italia suona strano, vuole il circo?
Ma qualcosa l'ha fatto in carriera ed agli occhi di De Bruyne evidentemente Conte non è così vincente. Quando vai a vedere il palmares di Conte, c'è lo zero in Europa. Un uomo dal Belgio ci dice non è inattaccabile l'allenatore che voi proteggete, che sembra inattaccabile, portate in palmo di mano e trattate meglio di altri. Le parole di De Bruyne ci dicono anche cosa vedono di noi all'estero, un campionato tattico, noioso, che non diverte e non fa divertire gli interpreti, il 4-5-1, un attaccante fa 10 gol. Ora andremo a corteggiare i 35enni, ma De Bruyne sentenzia sul nostro calcio che brucia alla nascita qualsiasi discorso contiano! L'ha detto con educazione, ma alzando la voce. A Napoli si arrabbieranno, fanno il paragone con Modric, ma De Bruyne parla, Conte manda il vice ed allora no. Al giocatore più importante rispondi tu, perché il vice-allenatore? Dinamiche italiane! Ma il nostro campionato agli occhi degli altri è questo, anche per tecnici che ritenete vincenti! Conte gestisce in maniera retrò, preparazione, lavoro, anche rapporti, anche giocatori forti che possono avere qualche problema. De Bruyne è stato 10 anni al City perché ogni giorno s'è messo in gioco".