Pastore: "La comunicazione di Conte somiglia a quella di Trump: nega l'evidenza"
Il giornalista Giuseppe Pastore, al podcast Rasoiate di Cronache di Spogliatoio, tra i vari temi si è soffermato sulle dichiarazioni di Antonio Conte sui calendari: "Ennesimo show di Conte sul fatto che si gioca troppo, quando l'anno scorso se vi ricordate aveva avuto da lamentarsi che il Napoli giocasse troppo poco, e che l'assenza di coppe poteva anche essere uno svantaggio. La comunicazione di Conte somiglia concettualmente sempre più a quella di Donald Trump: non si fa problemi a negare l'evidenza. 'Proprio non si può dire che ci stiamo lamentando quest'anno', ha detto dopo Napoli-Fiorentina, consapevole che il dibattito che si scatenerà intorno alla sua figura oscurerà i fatti, i risultati, il rendimento deludente di questa stagione.
Ad affermazioni retoriche per nulla validate da alcuna evidenza scientifica, come quella che Di Lorenzo si è infortunato per le troppe partite, non si può che rispondere con parole ugualmente retoriche. Dal momento che troppe partite sono necessarie per il sostentamento economico di ogni club, chiediamo a Conte due cose. La prima: qual è la soglia massima di partite con cui un giocatore è certo di evitare infortuni traumatici alle ginocchia? Perché, per esempio, quest'anno si sono fatti male allo stesso modo anche Belotti e Felici del Cagliari e Zanoli dell'Udinese, che giocano in squadre senza coppe e non erano neanche titolari fissi. Seconda domanda: quale percentuale di stipendio sarebbe disposto a tagliarsi il mai venale Antonio Conte per tornare all'antico e ad avere un calcio non più schiavo del dio denaro?".