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Sky, Di Marzio: "Luis Enrique, la Roma e la grande occasione persa"

di Arturo Minervini

"Oggi Luis Enrique compie 56 anni, è nato nel 1970, e stiamo parlando dell'allenatore in questo momento più bravo, più forte al mondo, più rivoluzionario, l'allenatore che ha conquistato due finali consecutive di Champions League e che l'anno scorso ha portato il Paris Saint-Germain a vincere per la prima volta la Coppa dei Campioni". Inizia così il punto di Gianluca Di Marzio, all'interno di "Caffè Di Marzio", il podcast in collaborazione tra TuttoMercatoWeb.com e Gianlucadimarzio.com: E adesso si presenta da favorito nella finale di Budapest del 30 di maggio. Luis Enrique è stato in Italia, ne stanno parlando tutti in questi giorni ricordando un po' quell'esperienza travagliata, un po' visionaria da parte della Roma, visionario come è Luis Enrique. Stiamo parlando del 2011, Luis Enrique era stato fino a quel momento allenatore del Barça B, ottenendo non solo grandi risultati ma anche proponendosi con una chiave uno sviluppo di gioco davvero nuova".

In quel momento la regia organizzativa era di Franco Baldini, ma Franco Baldini prima di novembre però non può lavorare veramente direttamente come plenipotenziario tecnico della Roma perché deve completare il suo lavoro con la Nazionale inglese di Fabio Capello. Capello gli chiede di rimanere almeno fino a novembre così Sabatini e Massara sono i due uomini operativi della Roma scelti da Franco Baldini. Insieme decidono di puntare su un allenatore giovane e la convergenza porta proprio sul nome di Luis Enrique, va proprio Massara a Barcellona a studiare un po' gli allenamenti, a vedere le partite, ad avere un primo contatto con lui, poi ci va Franco Baldini e il feeling, il colpo di fulmine scatta in maniera forte, fortissima anche se Luis Enrique è subito molto chiaro. La chiarezza - prosegue Di Marzio - poi alla fine contraddistinguerà un po' tutta la sua carriera, non solo in quella calcistica ma anche nella vita, uno che se dà una parola poi alla fine la mantiene e Luis Enrique dice subito a Baldini: io sono stanco, ho bisogno di un anno per fermarmi perché dopo tutto quello che ho fatto con il Barcellona B non vorrei allenare subito. 

Però si presenta all'appuntamento già con tutte le statistiche della Roma, con tutte le conoscenze sui giocatori, sulla città e quindi è tormentato: da un lato vorrebbe fermarsi dall'altro vorrebbe accettare subito questo percorso, alla fine accetta dopo aver incontrato anche Walter Sabatini che rimane, anche lui, folgorato da questo incontro, accetta un contratto di un anno più un altro di opzione e non si presenta benissimo perché nelle prime scelte esclude Totti dai turni di qualificazione per l'Europa, in altre partite sostituirà De Rossi, il suo rapporto è piuttosto difficile con i giocatori di personalità e questa sarà un'altra caratteristica poi della sua carriera".

È una Roma che arriva settima in quel campionato quindi non arriva in Europa ma nonostante momenti davvero difficili, come una sconfitta a Firenze, dopo quella partita Baldini a nome della Roma gli propone un contratto di 4 anni proprio perché crede nelle idee di quell'allenatore. Luis Enrique preferisce rimandare a fine campionato, in realtà lui ha già deciso nella sua testa di non voler rimanere, un po' perché resta quella stanchezza che l'aveva accompagnato fin dall'inizio, un po' perché uno dei suoi amici più stretti ovvero De La Pena inizialmente gli aveva detto vengo a Roma con te, ma poi alla fine decide di non venire quindi si ritrova anche un po' solo in questa avventura. La sua decisione è quella di fermarsi e lui in realtà si ferma cioè, non dice no alla Roma perché vuole andare da un'altra parte, si ferma davvero. La Roma lo aveva comunque protetto senza scaricarlo perché il club non decise di esonerare Luis Enrique non decise di non rinnovare il contratto all'allenatore, anzi".


Caffè Di Marzio del 08/05/2026
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