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Sorrentino: “Sarri-Napoli? No ai cavalli di ritorno! Milinkovic non ha inciso molto”

di Francesco Carbone

A Radio Napoli Centrale, nel corso della trasmissione Un Calcio alla Radio, è intervenuto l’ex portiere Stefano Sorrentino, affrontando diversi temi legati al Napoli e al calcio italiano. Sul possibile ritorno di Maurizio Sarri in caso di addio a Conte, ha dichiarato: "Se mi piace Maurizio Sarri per l'eventuale post Antonio Conte? Mister Sarri mi piace sempre, però sono restio ai cavalli di ritorno. Sono dell'idea che in Italia è complicato finire le stagioni. Poi mettiamo che dopo anni di litigio si ritorni indietro... Non la vedo una cosa bellissima. Ma stiamo parlando di uno dei più grandi maestri". Sorrentino si è poi soffermato sulla scelta di Conte tra i pali, con un giudizio su Meret e Milinković-Savić: "Come ti spieghi la scelta di Conte su Meret? Fa strano non vederlo titolare, io sono suo fan. Ma se uno dei primi acquisti di Conte è stato Milinković-Savić, sotto questo punto di vista noi addetti ai lavori possiamo dire poco. Meret poi si è fatto male, da quando è tornato ha giocato poco. Non c'è spazio per Alex, credo che giocare nel Napoli sia qualcosa di grande, ma per lui è importante andare a giocare con continuità".

Il ruolo del portiere e le criticità del calcio italiano
L’ex estremo difensore ha poi allargato il discorso al ruolo del portiere e alla qualità generale del calcio italiano: "Ho sempre detto che il portiere deve parare. In primis deve parare, poi viene tutto il resto. Noi dobbiamo fare adesso una classifica su quante parate determinanti ha fatto Milinković-Savić, da lì in avanti poi si può parlare di tutt'altro. Altrimenti perdiamo il focus di cosa significa essere portiere. Stiamo parlando di un portiere importante, ma le percentuali di parate per tiro devono essere significative. A Como ha fatto una parata, ma dopo non mi sembra abbia inciso tantissimo". Infine, uno sguardo al livello degli attaccanti italiani e al sistema calcio: "Il primo italiano è Scamacca, questo fa capire che in Italia il calcio è troppo difensivo. E questo spiega anche la non qualificazione al Mondiale. Per vedere una bella partita in Italia è complicato. Non ci sono attaccanti e difensori di una volta. Mancano giocatori di qualità".


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